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Assicurazione contro i terremoti: lusso o necessità?

Basilea è devastata, si contano 7000 morti e 750 000 senzatetto. I danni sono valutati tra 60 e 100 miliardi di franchi. Questo è lo scenario ipotizzato dai sismologi nel caso si ripetesse il terribile terremoto che distrusse Basilea nel 1356. Abbiamo bisogno di un’assicurazione contro i terremoti a copertura dell’intero territorio? Oppure possiamo permetterci di rimanere scoperti?

7 aprile 2014, testo: Andreas Notter, Foto: iStock

sismografo
L’esempio di Basilea dimostra che il pericolo sismico è alto in Svizzera. Occorre un’assicurazione contro i terremoti su tutto il territorio?

Peter Jost è ingegnere civile, specializzato nella sicurezza antisismica degli edifici. Mentre la maggior parte degli ingegneri civili si concentra principalmente sui calcoli statici e sulle forze del vento, a Jost interessano in particolare le forze orizzontali, causate dai movimenti sismici. Il suo datore di lavoro Basler & Hofmann è uno degli studi di ingegneria leader nel ramo. Persino l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare IFSN, ossia l’autorità di sorveglianza competente per gli impianti nucleari in Svizzera, si affida al know-how dell’esperto in materia di terremoti. Tutto questo lavoro ha un senso per un rischio che noi percepiamo al massimo come realtà mediatica?

La terra potrebbe scatenarsi in qualsiasi momento

«La maggior parte della popolazione svizzera non si rende conto che nel nostro paese i terremoti rappresentano una minaccia ben più seria rispetto agli altri pericoli naturali», spiega Peter Jost. I danni causati dalle peggiori tempeste e alluvioni risulterebbero irrisori a confronto di quelli provocati da un terremoto come quello che nel 1356 rase al suolo l’intera città di Basilea. Jost critica il fatto che la nostra società non prenda in considerazione seriamente il rischio sismico, mentre spende ingenti somme per la protezione dalle valanghe e dalle inondazioni. «Ciò che dista più di due generazioni, per molte persone non ha alcuna rilevanza», deplora lo specialista in sismologia. E avverte: «Se si ripetesse il terremoto di Basilea – potrebbe succedere anche domani – assisteremmo a una catastrofe di proporzioni ancora mai vissute nel nostro paese».

Sono pochi gli edifici sicuri

La regione di Basilea e il Vallese, dove la crosta terrestre presenta profonde faglie, non sarebbero le uniche zone in cui si rileva un’elevata pericolosità sismica in Svizzera. «A Zurigo il rischio di terremoti non è inferiore a quello di Basilea. Un eventuale terremoto interesserebbe tutte le aree abitate del paese, visto che i danni non sono provocati soltanto dalla magnitudo del terremoto, bensì anche dalla concentrazione di valore dell’infrastruttura».

Assicurati contro i terremoti?

La maggior parte delle persone si culla in una falsa sicurezza. Un sondaggio rappresentativo sulla percezione del rischio di terremoto del 2005 ha dimostrato che il 39 percento dei proprietari di immobili pensava erroneamente di essere assicurato contro i terremoti tramite la polizza Danni della natura, mentre il 43 percento degli intervistati non ha saputo dare una risposta. Consapevole del potenziale pericolo, nel 2011 il consigliere agli Stati e membro del Consiglio d’amministrazione di Helvetia Jean-René Fournier inoltrò una mozione a favore dell’introduzione di un’assicurazione obbligatoria contro i terremoti.

La Confederazione in veste di «ispettore sinistri»?

Romano Simeon, responsabile del servizio Danni Cose presso Helvetia, sarebbe favorevole a una suddivisione del rischio tra gli istituti cantonali di assicurazione degli stabili e gli assicuratori privati nell’ambito di un’assicurazione contro i terremoti sull’intero territorio nazionale. I vantaggi per la Confederazione sarebbero palesi: «La Confederazione potrebbe beneficiare dell’organizzazione Sinistri degli assicuratori e non dovrebbe garantire da sola la ripartizione corretta dei fondi». In caso di catastrofe sismica, sarebbero difficilmente quantificabili anche i danni patrimoniali, causati ad esempio dalle interruzioni di esercizio. Nei suoi 30 anni di carriera presso Helvetia, Romano Simeon non ha mai dovuto affrontare un’emergenza sismica. Meglio così! Speriamo che rimanga così ancora a lungo.

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