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Matrimonio: ha senso un’assicurazione sulla vita?

Torta nuziale
Quali sono le assicurazioni da scegliere dopo il matrimonio o al momento di formare una famiglia?
Il mio partner (28) e io (25) vorremmo sposarci. Entrambi lavoriamo a tempo pieno e viviamo insieme da parecchio. Non abbiamo figli, ma magari tra qualche anno. Può servirci un’assicurazione sulla vita?
Domanda di Ragna B., St. Moritz 24.03.2014

Reto Kleiner
Reto Kleiner, Responsabile Key Account Management, Helvetia Assicurazioni
Basilea 03.04.2014

Gentile signora B.,

se non avete ancora figli ed entrambi percepite un’entrata, i contributi per l’assicurazione contro gli infortuni, la cassa pensione e il 1° pilastro vengono pagati tramite il datore di lavoro. Tuttavia, nel caso in cui dovesse sopraggiungere un’incapacità di guadagno, principalmente a seguito di malattia, molti lavoratori non risultano assicurati in misura sufficiente. Per questo sarebbe bene valutare fin da subito l’opzione di un’assicurazione per incapacità di guadagno. Questo prodotto garantisce un reddito sostitutivo alla persona assicurata qualora il reddito regolare venga meno per incapacità di guadagno dovuta a malattia o infortunio.

Le assicurazioni per incapacità di guadagno rientrano tra le cosiddette assicurazioni contro i rischi, così come le assicurazioni in caso di decesso. Queste ultime prevedono il versamento di un capitale ai superstiti nel caso in cui la persona assicurata muoia. Se acquista una proprietà d’abitazione con un’ipoteca, tali assicurazioni contro i rischi garantiscono una copertura finanziaria per lei e la sua famiglia. Sono relativamente flessibili e relativamente facili da modificare se le esigenze dovessero cambiare.

A differenza di una semplice assicurazione contro i rischi, un’assicurazione sulla vita con formazione di capitale include una quota di risparmio. Grazie alla quota di risparmio del premio viene accumulato un capitale che ad esempio può integrare la rendita percepita durante la vecchiaia, permettendole così di mantenere il suo standard di vita. Allo stesso tempo, con la quota di rischio del premio vengono assicurati un capitale in caso di decesso o una rendita per incapacità di guadagno. In caso di sinistro, tale prestazione assicurata viene fornita a prescindere dall’avere già risparmiato e contribuisce a tutelare finanziariamente lei o la sua famiglia.

Nel momento in cui dovesse avere dei figli, le responsabilità e il grado di dipendenza cambiano e diventa ancora più importante assicurare la sua famiglia. Se uno dei partner si occupa per più tempo dei figli e non può svolgere una professione retribuita, o solo a tempo parziale, i suoi contributi per la cassa pensione vengono meno. In questo caso, un’assicurazione sulla vita permette di compensare la rendita inferiore durante l’età del pensionamento.

Per i lavoratori autonomi è importante sapere che l’assicurazione sulla vita prevede un privilegio in caso di fallimento. Vale a dire che in caso di decesso le prestazioni al coniuge non vengono ridotte per far fronte ai creditori. Questo capitale è quindi protetto e perviene al beneficiario anche se la ditta dovesse fallire.

Spesso, dopo il matrimonio, le coppie con doppio reddito da poco sposate si trovano a gestire una maggiore progressione fiscale. Per questo è consigliabile effettuare versamenti nel pilastro 3a o stipulare un’assicurazione sulla vita 3a. In questo modo, potete beneficiare di deduzioni elevate dell’imposta, garantendovi al tempo stesso una copertura adeguata per il periodo successivo al pensionamento. Anche un riscatto nella cassa pensione può essere interessante.

Importante: chi ha già un’assicurazione sulla vita non deve scordarsi di indicare il coniuge come beneficiario.

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