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I frontalieri possono versare in un 3° pilastro?

Pedaggio
I frontalieri con domicilio all’estero possono continuare a versare contributi in un 3° pilastro? Risponde l’esperto Helvetia Reto Kleiner.
Abito e lavoro a Ginevra e verso i contributi previdenziali in un 3° pilastro. Sto pensando di traslocare. Continuando a lavorare in Svizzera, posso mantenere il mio 3° pilastro anche se mi trasferisco all’estero?
Domanda di Louis B. 17.02.2017

Reto Kleiner
Reto Kleiner, Responsabile Key Account Management, Helvetia Assicurazioni
Basilea 28.02.2017

Gentile signor B.,

per versare i contributi nel pilastro 3a e far valere la relativa deduzione d’imposta, bisogna avere un reddito soggetto all’AVS. In caso di trasferimento all’estero, questa condizione di solito non è più data e pertanto non è possibile continuare a versare i contributi in un pilastro 3a, né all’interno di una soluzione d’assicurazione né con una variante del risparmio bancario. In un simile caso conviene fissare un appuntamento con un esperto in materia di previdenza e verificare le eventuali opzioni.

I frontalieri che lavorano in Svizzera devono chiarire se hanno una possibilità di continuare a versare questi contributi previdenziali. Il Cantone di Ginevra, ad esempio, ha stipulato un accordo con la Francia, in base al quale per i frontalieri le deduzioni nell’ambito del pilastro 3a sono ammesse. Questa è tuttavia più l’eccezione che la regola. Per motivi di natura tecnico-fiscale e normativa, numerose compagnie d’assicurazione non fanno più affari nuovi con persone domiciliate all’estero. Se tuttavia un assicurato acquisisce lo status di «frontaliere» quando già dispone di un contratto attivo, può continuare senza problemi il risparmio previdenziale 3a presso l’Helvetia, indipendentemente dal suo nuovo luogo di domicilio in Germania, Austria o Francia.

Considerata la complessità del tema, le consiglio di chiedere a un esperto di comprovata esperienza una consulenza specifica per la sua situazione.

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