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Comunicati stampa
Svizzera
Arte

L'Helvetia offre il proprio sostegno a tre musei d’arte svizzeri per digitalizzare le proprie collezioni

Grazie al sostegno dell'Helvetia, tre musei svizzeri – il Museo Kirchner di Davos, il Kunstmuseum Luzern e quello di Berna – hanno potuto iniziare a digitalizzare parte delle proprie collezioni. Le opere di Ernst Ludwig Kirchner e di Meret Oppenheim potranno così essere conservate e mostrate al pubblico in nuove modalità espositive. A digitalizzazione conclusa, ciascun museo organizzerà una mostra per esporre le proprie collezioni «in formato elettronico».
21.03.2017
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Finanziando la digitalizzazione di alcune opere del Museo Kirchner di Davos, del Kunstmuseum Luzern e quello di Berna, l'Helvetia Assicurazioni sottolinea non solo l’importanza di conservare e divulgare al meglio l’operato degli artisti, ma anche lo stretto legame che unisce questo mondo alla propria attività nel campo delle assicurazioni di opere d’arte. «A ben guardare, l’obiettivo di questo tipo di assicurazioni non è altro che la preservazione dell’arte per le generazioni future. Oltre a garantire l’immortalità delle opere, i progetti di digitalizzazione avviati offrono ai musei nuove possibilità di esposizione», spiega Philipp Gmür, CEO dell'Helvetia.

La digitalizzazione consentirà di ammirare le opere in ogni loro dettaglio grazie a schermi tattili ad alta definizione che ne mostreranno una riproduzione fedele. Questo permetterà di rendere l’arte più accessibile al vasto pubblico, di dare agli allestimenti dimensioni inedite e di ampliare il margine di manovra dei musei per quanto riguarda la presentazione e la divulgazione delle proprie collezioni, come dimostreranno le tre esposizioni che saranno organizzate al termine dei progetti di digitalizzazione.

Far conoscere al pubblico i quaderni di schizzi di Kirchner
Con il sostegno di Helvetia, il Museo Kirchner di Davos potrà digitalizzare oltre 160 quaderni contenenti all’incirca 11 000 schizzi di Ernst Ludwig Kirchner. Questi documenti cartacei – di particolare importanza in quanto testimoni degli inizi dell’attività figurativa dell’artista – sono molto fragili, per questo finora se ne potevano ammirare solo le pagine aperte, esposte sotto vetro. «Il progetto di digitalizzazione permetterà di sfogliare e ingrandire i quaderni elettronici tramite schermo tattile. E non solo: le opere potranno essere rese accessibili ai ricercatori e al pubblico interessato all’arte, rendendo così anche il museo stesso un’istituzione più accessibile, in grado di invitare il pubblico alla partecipazione e alla condivisione», afferma Thorsten Sadowsky, direttore del museo. Il progetto di digitalizzazione sarà coronato dalla mostra «Ich muss zeichnen bis zur Raserei», che si terrà dal 25 maggio al 6 novembre 2019 al Museo Kirchner di Davos.

Conservare la videoarte degli anni ‘60 e ‘70
Il Kunstmuseum Luzern possiede numerosi video di artisti realizzati fra gli anni ‘60 e ‘70. La loro proiezione comporta tuttavia diversi problemi: utilizzare le moderne apparecchiature è impossibile visto il divario tecnologico troppo ampio. E ripiegare sui dispositivi ancora compatibili ha lo svantaggio di non soddisfare più gli standard attuali. Dopo averne valutato lo stato di conservazione due anni fa e aver fatto il punto della situazione, si è deciso di procedere alla loro digitalizzazione. «Il sostegno dell'Helvetia ci consente di preservare le opere di quell’epoca e di approfondire le ricerche sulla loro origine e sulla loro presentazione, coinvolgendo per quest’ultimo aspetto gli artisti ancora in vita», precisa Fanni Fetzer, direttrice del Kunstmuseum Luzern. In occasione della mostra che celebrerà la conclusione del progetto saranno proposti estratti dei video digitalizzati sul sito internet del museo.

Preservare le opere di Meret Oppenheim
Il Kunstmuseum di Berna conta ben 347 opere di Meret Oppenheim. La sua collezione rispecchia la poliedrica produzione di questa artista che amava sbizzarrirsi con varie tecniche di pittura, disegno e stampa e sperimentare inconsuete combinazioni di materiali. Ed è proprio questa sua propensione a giocare con i materiali a rendere le sue opere così fragili. Esse vanno quindi trattate con la massima cautela, sia in fase espositiva sia per quanto riguarda la conservazione. «Grazie al sostegno dell'Helvetia potremo impiegare le più avanzate tecnologie di scansione per registrare lo stato attuale delle opere, traendone poi preziose informazioni», dichiara Nina Zimmer, direttrice del Kunstmuseum di Berna. L’altissima risoluzione consentirà infatti di riprodurre fedelmente e con la massima qualità le varie componenti cromatiche e la struttura della superficie, come le pieghe o gli strappi nella carta. Negli anni a venire le scansioni potranno essere utilizzate per analizzare la fattura delle opere di Meret Oppenheim al momento della digitalizzazione e per realizzare cataloghi o altre forme di divulgazione. L’esposizione che seguirà la conclusione del progetto si terrà nel 2020/2021.

Impegno a tutto tondo per l’arte
Helvetia non si limita ad assicurare l’arte, ma si impegna su vari fronti per sostenere l’arte e tutti coloro che la creano. Non sorprende quindi che la sua collezione, acquisita nel corso di oltre 70 anni, sia una delle più significative del suo genere. Con il suo Art Foyer presso la sede principale di Basilea, dal 2015 il gruppo assicurativo dispone inoltre di un proprio spazio espositivo aperto al pubblico, che ospita regolarmente mostre a tema – comprendenti opere della propria collezione – o esposizioni personali di artisti. Oltre a ciò, l'Helvetia attribuisce annualmente un premio per promuovere nuovi talenti agli esordi della loro carriera artistica. I progetti di digitalizzazione avviati in collaborazione con il Museo Kirchner di Davos e i musei di Lucerna e Berna vanno ad aggiungersi all’impegno finora assunto dal gruppo assicurativo e si riallacciano ai progetti di restaurazione e conservazione condotti dall'Helvetia – e in precedenza dalla Nationale Suisse – con istituzioni quali la Fondazione Beyeler, il Kunsthaus di Zurigo e il Kunstmuseum Luzern.


Al seguente link è disponibile un video sul progetto di digitalizzazione del Museo Kirchner di Davos: blog.helvetia.ch/kirchner


Il presente comunicato stampa è disponibile anche sul sito web www.helvetia.ch/media.

Informazioni di contatto
Helvetia Svizzera
Jonas Grossniklaus
Media Relations
St. Alban-Anlage 26
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