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Comunicati stampa
Svizzera
Impegno & sponsoring

Dodicesimo progetto sui boschi di protezione promosso dall’Helvetia nel Canton Uri

L’Helvetia sostiene il Canton Uri dando il via al suo dodicesimo progetto sui boschi di protezione in Svizzera. Nei prossimi mesi, in punti esposti dell’intero territorio cantonale saranno piantati oltre 10’000 alberi. Si contribuirà così a proteggere dai pericoli naturali l’asse di transito principale tra il Sud e il Nord d’Europa nonché l’economia e la popolazione locale, come nel caso di Andermatt con il suo complesso turistico-residenziale Andermatt Swiss Alps Resort. Il tutto a beneficio delle generazioni future.
30.06.2017
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Il bosco di protezione urano, che si estende ben oltre i confini del Cantone, è un elemento di vitale importanza. Esso protegge la linea ferroviaria, la rete autostradale e le condutture elettriche che collegano il Nord e il Sud dell’Europa. Senza questo patrimonio boschivo che ricopre gli scoscesi pendii delle valli urane sarebbe però impensabile anche la vita della popolazione locale. Il bosco ricopre solo un quinto della superficie del Cantone. Il resto del territorio si trova al di sopra del limite degli alberi oppure è occupato da insediamenti umani e dalle coltivazioni.

Ne è un esempio lo Swiss Alps Resort di Andermatt. Con l’hotel The Chedi Andermatt, l’annesso complesso turistico, il campo da golf e vari impianti di risalita, l’investitore egiziano Samih Sawiris ha offerto ad Andermatt nuove prospettive economiche. Per consentire però agli ospiti di godere del soggiorno in completo relax e assoluta sicurezza, i forestali del Canton Uri pianteranno nel Gurschenwald, sopra Andermatt, 700 giovani abeti rossi. Questo bosco proteggerà da slavine, frane e smottamenti il paese e la discesa a valle nel comprensorio sciistico di Gemsstock. Un bosco di protezione cui si aggiungeranno altre 13 opere di messa a dimora previste per l’intero territorio cantonale.

Il bosco di protezione: una storia lunga quasi come quella della Svizzera
«Il bosco di protezione è di importanza vitale per Andermatt e la Val d’Orsera. Con esso non solo si riducono, ormai da secoli, i rischi insiti nella natura con metodi naturali, ma si contribuisce anche all’abbellimento del paesaggio. Apprezzo molto l’impegno profuso dall’Helvetia in tal senso», afferma Samih Sawiris. In effetti, il bosco di protezione nella regione urana vanta una lunga tradizione. Già nel lontano 1397, il Gurschenwald fu posto sotto tutela mediante una «lettera di bando». A dieci anni prima, quindi a non più di qualche decennio dopo la nascita della Confederazione, risale un bando analogo per il bosco di Altdorf. Secondo il Cantone, quasi il 60 per cento del patrimonio boschivo svolge una funzione protettiva; secondo un rilevamento della Confederazione, si tratterebbe addirittura del 68 per cento. Nessun altro Cantone a nord delle Alpi presenta boschi di protezione in una percentuale così elevata.

Tuttavia, cadute di massi, valanghe, piene e smottamenti mettono costantemente a dura prova i boschi di protezione. Gli alberi rimangono vittima anche delle condizioni metereologiche, ovvero delle temperature in aumento dovute al riscaldamento climatico, e delle bufere. Beat Annen, capo forestale del Cantone, sottolinea: «Solo un bosco di protezione adeguato al luogo, vitale e ben curato può svolgere egregiamente le proprie funzioni protettive nei confronti dei pericoli naturali.» Oltre all’eliminazione dei danni provocati dalle valanghe (come ad esempio nel 2002 nella Brunnital) o da altri eventi e al rimboschimento mirato, è comunque sempre necessario effettuare nuove piantumazioni.

In occasione dell’inaugurazione dei lavori di messa a dimora sostenuti dall’Helvetia, Beat Annen ha piantato personalmente i primi alberi nel Gurschenwald, affiancato dai due ambasciatori del bosco di protezione, il campione di sci di fondo Dario Cologna e la moderatrice e imprenditrice LizAn Kuster. Anche Franz Xaver Simmen, CEO di Andermatt Swiss Alps, il Consigliere di Stato Dimitri Moretti, Hans Regli, presidente della Korporation Urseren, Ralph Honegger, Chief Investment Officer e membro del Comitato direttivo di Gruppo dell’Helvetia nonché Kurt Baumann, Agente Principale dell’Helvetia nel Canton Uri, e André Wigger, Agente generale Helvetia Schwyz-Uri, hanno seguito l’esempio piantando i loro primi alberi nel nuovo bosco di protezione urano.

Prevenzione a beneficio delle generazioni future
Preservare l’integrità dei boschi di protezione richiede un orizzonte temporale particolarmente lungo. Un albero impiega 20 anni prima di poter svolgere appieno la propria funzione protettiva, che però poi perdurerà per ben 200 anni. Delle messe a dimora effettuate oggi beneficeranno quindi principalmente solo le generazioni future. Il Consigliere di Stato Dimitri Moretti non ha comunque alcun dubbio circa l’utilità e la necessità di questo progetto. In particolare anche dal punto di vista economico. «Le misure legate ai boschi di protezione sono 10–25 volte più convenienti in termini di costi di qualsiasi altro provvedimento strutturale come i paravalanghe o le reti parafrane», sostiene il responsabile del Dipartimento della sicurezza del Canton Uri.

Non da ultimo, anche l’Helvetia Assicurazioni trae vantaggi diretti dalla cura del patrimonio boschivo da parte dei forestali. «In tal modo la protezione dai pericoli naturali e dalle loro conseguenze si estende ben oltre il Canton Uri e i suoi abitanti», spiega Ralph Honegger, Chief Investment Officer e membro della direzione del Gruppo Helvetia. Per l’Helvetia la donazione di 10000 alberi al Canton Uri è molto più di una semplice azione di marketing. Da oltre sei anni, la tradizionale compagnia d’assicurazioni ha donato in Svizzera, nell’ambito di dodici progetti, oltre 120000 alberi, contribuendo fattivamente alla prevenzione dei danni in un’ottica di lungo termine e secondo i principi della sostenibilità.

Un proprio albero per 10 franchi
Oltre i confini nazionali sono stati sostenuti finora dieci altri progetti per la realizzazione o manutenzione di boschi di protezione lungo l’intero arco alpino. L’Helvetia, inoltre, in qualità di partner dell’Arbeitsgemeinschaft Alpenländischer Forstvereine, con il Premio per il bosco di protezione alpino, istituito nel 2015, promuove progetti esemplari volti alla conservazione e al miglioramento dei boschi di protezione nelle regioni alpine.

Chi desidera contribuire alla riforestazione del bosco di protezione può acquistare presso l’Helvetia un passaporto dell’albero per 10 franchi. Per ogni passaporto viene piantato un nuovo albero in una delle aree previste su una particella contrassegnata. Maggiori informazioni sull’argomento e sull’impegno dell’Helvetia a favore dei boschi di protezione sono disponibili online su www.helvetia.ch/bosco-protezione.

Didascalie:
Foto 1: I primi alberi vengono piantati nel nuovo bosco di protezione urano: Bernhard Furrer, capo della foresta della comunità cittadina di Andermatt, Kurt Baumann, Agente Principale dell'Helvetia nel Canton Uri, Franz Xaver Simmen, CEO di Andermatt Swiss Alps, il campione di sci di fondo Dario Cologna, André Wigger, Agente generale dell'Helvetia Schwyz-Uri, Ralph Honegger, Chief Investment Officer e membro del Comitato direttivo del Gruppo Helvetia, moderatrice e imprenditrice LizAn Kuster, Consigliere di Stato Dimitri Moretti, capo forestale del Canton Uri Beat Annen e Hans Regli, Presidente della Korporation Urseren (da s. a d.).

Foto 2: Consegna dell'assegno per 10000 alberi di Helvetia per il Canton Uri: Ralph Honegger, Chief Investment Officer e membro del Comitato direttivo del Gruppo Helvetia, il capo forestale del Canton Uri Beat Annen, Cosigliere di Stato Dimitri Moretti e André Wigger, Agente generale dell'Helvetia Schwyz-Uri con la moderatrice e imprenditrice LizAn Kuster e il campione di sci di fondo Dario Cologna (da s. a d.).

Foto 3: Nel bosco di protezione: Franz Xaver Simmen, CEO di Andermatt Swiss Alps, campione di sci di fondo Dario Cologna, moderatrice e imprenditrice LizAn Kuster, Ralph Honegger, Chief Investment Officer e membro del Comitato direttivo del Gruppo Helvetia, capo forestale Beat Annen e il Consigliere di Stato Dimitri Moretti (da s. a d.).

Foto 4: Il Gurschenwald (a destra sulla foto) protegge Andermatt dai pericoli naturali.


Il presente comunicato stampa è disponibile anche sul sito web www.helvetia.ch/media.

Informazioni di contatto
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