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L’Helvetia registra un solido risultato nell’ambito della previdenza professionale, ma la necessità di una riforma della LPP resta elevata

Nell’ambito della previdenza professionale l’Helvetia Assicurazioni ha fatto registrare un solido risultato, il quale è nettamente caratterizzato dalle misure adottate dall’Helvetia all’inizio del 2020 per ridurre la ridistribuzione dei mezzi non conforme al sistema dagli assicurati attivi ai beneficiari di rendite. Nonostante in questo modo l’Helvetia abbia sfruttato il margine di azione a propria disposizione, una riforma della LPP resta indispensabile e urgente.
25.05.2021
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Lo scorso anno, nell’ambito dell’attività legata alla previdenza professionale l’Helvetia Assicurazioni ha registrato un volume di premi pari a CHF 2 068.2 milioni, equivalente a un calo del 22% rispetto al 2019 (premi 2019: CHF 2 663.0 milioni). La ragione di tale riduzione è riconducibile all’introduzione della tariffa Vita collettiva all’inizio del 2020. «L’introduzione della nuova tariffa Vita collettiva è stata una decisione strategica che ci ha permesso di sfruttare il margine di manovra a nostra disposizione per ridurre la ridistribuzione dei mezzi non conforme al sistema all’interno del 2° pilastro. E di ciò beneficiano anche i nostri clienti. Al contempo abbiamo rafforzato la futura redditività del ramo Vita collettiva svizzero», ha spiegato Hedwig Ulmer, responsabile Previdenza e membro del Comitato di direzione Svizzera dell’Helvetia. I premi periodici sono diminuiti del 16% raggiungendo quota CHF 1 091.5 milioni. I versamenti unici hanno registrato un calo del 28% e ammontano a CHF 976.7 milioni.
 
Continuità e stabilità in relazione alla partecipazione alle eccedenze
Nel 2020, negli affari assoggettati alla quota minima, l’Helvetia ha impiegato CHF 426.6 milioni a favore degli assicurati. Tale cifra corrisponde a una quota di distribuzione del 90,6% (2019: 92,2%). Una parte di questo importo è stata utilizzata per consolidare le riserve.
 
Nella sua politica di gestione delle eccedenze, negli anni passati l’Helvetia ha messo in primo piano la continuità e la stabilità. Questa coerente politica delle eccedenze e il solido risultato d’esercizio del 2020 consentono un’adeguata partecipazione alle eccedenze. Nell’ambito dell’attività soggetta alla quota minima, agli averi del regime obbligatorio della LPP è stato applicato un tasso minimo dell’1%. Agli averi sovraobbligatori è stato accreditato lo 0,75%. Oltre all’eccedenza di interessi per l’avere di vecchiaia sovraobbligatorio, è stata concessa anche un’eccedenza di rischio.
 
Costi di esercizio ancora più bassi
Come già avvenuto nel 2019, i costi di esercizio sono generalmente calati anche nel 2020: CHF 3.3 milioni in meno (–3%), attestandosi sui CHF 97.9 milioni. I costi di esercizio per assicurato attivo sono sugli stessi livelli del 2018, tuttavia queste spese sono aumentate del 9% rispetto allo scorso anno e ammontano a CHF 477 (2019: CHF 438).
 
La performance netta calcolata sui valori di mercato è pari al 2,05% per il 2020. Dopo il pesante crollo delle quotazioni a marzo, i valori di mercato si sono nuovamente ripresi e alla fine dell’anno erano nettamente in positivo. Le misure di sostegno delle banche centrali hanno calmato rapidamente il mercato, le quotazioni azionarie hanno ripreso a salire e i premi di rischio sulle obbligazioni sono nuovamente diminuiti, permettendo di ottenere utili sulle obbligazioni.
 
Il numero dei contratti collettivi è calato del 4% raggiungendo quota 17 286 (2019: 18 019), il numero degli assicurati è diminuito del 10% passando a 222 436 (2019: 247 411).
 
Forte riduzione della ridistribuzione dei mezzi non conforme al sistema
I requisiti legislativi previsti per il 2° pilastro continuano a costringere tutti i fornitori a una elevata ridistribuzione dei mezzi non conforme al sistema dagli assicurati attivi ai beneficiari di rendite. Pertanto, con l’introduzione della nuova tariffa Vita collettiva all’inizio del 2020, l’Helvetia ha sfruttato il margine di manovra a propria disposizione adottando diverse misure per ridurre la ridistribuzione. Tra gli elementi più importanti della nuova tariffa si annoverano la progressiva riduzione del tasso di conversione con il principio di imputazione e aumenti selettivi dei premi. La nuova tariffa si ripercuote positivamente sulla quota SST dell’Helvetia. Grazie alla nuova tariffa, l’Helvetia è riuscita a ridurre la ridistribuzione nel proprio portafoglio. Tuttavia nel complesso l’entità di tale fenomeno, che si assesta sui CHF 119 milioni, continua a essere piuttosto elevata (2019: CHF 185 milioni).
 
Il livello costantemente elevato della ridistribuzione dimostra che una riforma della previdenza professionale continua ad essere indispensabile e urgente. Anja Göing-Jaeschke, responsabile Attuariato Vita Svizzera dell’Helvetia spiega: «Le condizioni quadro del 2° pilastro come il tasso di conversione e il tasso di interesse minimo non riflettono l’andamento demografico e i tassi estremamente bassi. Con un adeguamento delle condizioni quadro, è possibile superare la crisi di sistema del 2° pilastro», Hedwig Ulmer aggiunge: «Con una prima riduzione del tasso di conversione al 6,0%, la questione (fondamentale) riguardante la riforma della LPP attende di essere risolta da anni. Integrare tale questione il più velocemente possibile in una proposta di riforma in grado di ottenere la maggioranza è ora compito della politica».
 
 
Il conto di esercizio 2020 della Previdenza professionale dell’Helvetia Svizzera può essere consultato qui: https://www.helvetia.ch/cifre-fatti-lpp.
 
 
Il presente comunicato stampa è disponibile anche sul sito web www.helvetia.ch/media.

Informazioni di contatto
Analisti
Susanne Tengler
Responsabile Investor Relations
 
Telefono: +41 58 280 57 79
investor.relations@helvetia.ch
Media
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Responsabile Media Relations
 
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