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Il vincitore del premio d’arte Helvetia alla LISTE – Art Fair Basel

Il vincitore del premio d’arte Helvetia espone due opere alla LISTE – Art Fair Basel. Esse riflettono il ritrovato sé di un giovane con una storia di immigrazione alle spalle e lasciano intuire grande potenziale. Premiando questo artista ancora sconosciuto, Helvetia coglie lo spirito del tempo.

29 giugno 2015, testo: Margrith Mermet, video: Gabriel Huber

«Di dove sono e da dove vengo. Dove sono e dove mi trovo. Mi sento prigioniero». Il giovane artista Dijan Kahrimanovic ripresenta queste domande ogni giorno nell’ambito della sua eccezionale performance alla LISTE – Art Fair Basel, che gli è valso il premio d’arte Helvetia 2015. All’inizio della sua esibizione, appende un piccolo telo di lino, ci mette davanti un tavolo pieghevole marrone con un proiettore per diapositive e vi inserisce un caricatore pieno di diapositive. Per il suo lavoro Dijan Kahrimanovic ha raccolto vecchi negativi, che poi ha fatto sviluppare. Le immagini mostrano scene banali di vita quotidiana, di quelle che si vedono negli album di famiglia. Il 26enne artista cammina attorno al rumoroso proiettore, immagine dopo immagine spiega un po’ in tedesco svizzero e un po’ in bosniaco quali sono i suoi pensieri in relazione ad ogni immagine. Si ritrova nelle immagini, crea associazioni con la propria vita e la propria infanzia.

Né qui né là

La vita di Dijan Kahrmimanovics è strettamente intrecciata alla sua performance vincitrice. Nato in Bosnia, poco dopo è emigrato in Svizzera con i genitori, poco prima che nell’ex Jugoslavia scoppiasse la guerra. La sua storia di immigrato lo costringe ancora oggi a cercare la sua vera identità. «Il sentimento che prevale in me è di non appartenere davvero a nessun luogo», spiega Dijan Kahrimanovic. «Sono uno straniero sia in Svizzera che in Bosnia».

Marionetta di sconosciuti

Per il suo secondo lavoro, che presenta alla Liste, ha fatto scegliere la sua identità a perfetti sconosciuti. Per il suo progetto si è ritirato in una camera a lavorare per tre settimane, insieme a un carico di innumerevoli vestiti, la sua fotocamera e le vettovaglie, a volte fino a 20 ore di fila. Ha chiamato a caso dei numeri di telefono spiegando alle persone che era davanti a una fotocamera e voleva scattarsi una foto. «Come dovrei essere?» chiedeva, aspettando consigli su come realizzare il proprio ritratto. Le reazioni delle 1’764 persone cui ha telefonato sono state le più svariate. Ha suscitato scetticismo, curiosità, è stato insultato o incoraggiato a conversare, conversazioni anche di oltre un’ora. Qualcuno lo ha richiamato più tardi per chiedere se era vero o uno scherzo. Ne sono risultati 278 autoritratti, scattati secondo le indicazioni di persone che Dijan Kahrimanovic non ha mai visto.

Trampolino di lancio per giovani artisti

«Ovviamente sono incredibilmente contento di aver vinto il premio d’arte Helvetia», si illumina Dijan Kahrimanovic. Non ci contava, ed è stato il primo riconoscimento che abbia mai ricevuto per il suo lavoro. L’esposizione solitaria alla LISTE – Art Fair Basel è parte del premio d’arte Helvetia. Alla fiera artistica si incontrano visitatori di musei, galleristi e collezionisti da tutto il mondo – è la piattaforma perfetta per presentarsi come giovane talento artistico. Non potrebbe esserci un palcoscenico migliore in campo artistico.

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