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Centrale idrica per una buona causa

Le suore dell’Ordine delle African Benedictine Sisters St. Agnes in Tanzania hanno una grande esperienza in materia di centrali idroelettriche. Il nuovo impianto, assicurato da Helvetia, fornisce ogni giorno corrente elettrica a un ampio territorio che conta fino a 400 000 abitanti.

22 agosto 2017, testo: Jan Söntgerath, foto: mad

In sottofondo la diga della centrale idroelettrica, davanti alcuni indigeni su una pianura di terra e qualche erbaccia e un piccolo ruscello che scorre via dalla diga.
La centrale idroelettrica assicurata da Helvetia fornisce ogni giorno corrente elettrica a un territorio che conta fino a 400 000 abitanti.

Le 370 suore vivono in condizioni modeste a Chipole, nel sud-ovest della Tanzania, fedeli al principio di autosufficienza. Si impegnano per il benessere sociale della comunità. Il loro Ordine, che gode di grande rispetto in tutto il paese, sostiene scuole, centri di salute, aziende agricole e anche un orfanotrofio. Ma non è tutto: le monache hanno una grandissima esperienza anche in campo tecnico. In effetti, da circa dodici anni si occupano del funzionamento e della manutenzione di una centrale idroelettrica. Ed è proprio grazie a questo impianto che sono entrate in contatto con la fondazione Albert Koch, che sostiene questo progetto idroelettrico. «Le suore svolgono molteplici compiti sociali che in realtà spetterebbero allo Stato». Questa è la motivazione che ha spinto Albert Koch a impegnarsi con la sua fondazione nella costruzione di questa seconda centrale idroelettrica.

Energia idroelettrica anziché generatori diesel

Le due turbine della nuova centrale idroelettrica, ognuna da 2,5 megawatt di potenza – in futuro verranno potenziate fino 7,5 megawatt – producono energia elettrica sufficiente a coprire il fabbisogno energetico di 7 500 nuclei familiari. Una prestazione fantastica per un paese nel quale soltanto il 15% delle abitazioni è allacciato alla rete elettrica. Prima della centrale idroelettrica, tutta la regione si procurava la corrente grazie ai generatori diesel. Il carburante doveva essere trasportato mediante camion cisterna per oltre 1000 chilometri. Ora questi motori molto inquinanti sono stati in gran parte disattivati. «Una volta restituito il capitale in prestito, la centrale idroelettrica passerà dalla fondazione al convento femminile. Gli utili ricavati dalla corrente verde verranno quindi versati interamente alle suore di St. Agnes e permetteranno loro di finanziare molteplici attività caritatevoli», afferma con soddisfazione Albert Koch.

Un artigiano e una suora davanti a una turbina alla quale sta lavorando un saldatore.
Le due turbine della nuova centrale idroelettrica producono ognuna 2,5 megawatt di energia, potenza che verrà portata a 7,5 megawatt.

«Sister Act»

Un gruppetto di monache ha partecipato attivamente alla costruzione della centrale idroelettrica. Una di loro ha persino una formazione di artificiere, e si è occupata ad esempio degli scavi nella roccia, della preparazione della ghiaia e dei lavori di sistemazione paesaggistica. Alcune suore frequenteranno un corso di formazione presso i fornitori delle attrezzature tecniche per poter gestire autonomamente l’impianto al termine dei lavori. Solo i compiti altamente specialistici, quali la revisione delle turbine, verranno affidati a terzi.

Piccola centrale idroelettrica, grande beneficio

Questa centrale idroelettrica garantisce corrente elettrica a 400 000 persone della regione. Anche se la somma assicurata era piuttosto modesta paragonata ad altri progetti, l’idea alla base di quest’iniziativa ha immediatamente conquistato i responsabili del servizio Engineering Large and Special Risks. Per questo progetto Helvetia ha sottoscritto l’assicurazione costruzioni e RC del committente, nonché l’assicurazione trasporto. Dalla messa in funzione della centrale idroelettrica, Helvetia garantisce il 50 % dell’assicurazione responsabilità civile aziendale e dell’assicurazione interruzione d’esercizio. Per una buona causa.

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