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«Vorrei avere la migliore cantina di tutta la Svizzera»

Blanca Imboden è da conoscere. La sua gioia di vivere e, soprattutto, la passione della vallese per il suo vigneto si sentono a pelle – e non si tratta di qualcosa di costruito, la sua autenticità è in qualche modo contagiosa.

19 novembre 2012, testo, foto e video: Crafft

Blanca Imboden «non si spegne mai», ma in modo simpatico e naturale. Con il Régence Balavaud, la 48enne di Salgesch/VS gestisce da alcuni anni un piccolo vigneto d’eccellenza. E lo fa con una vision e con entusiasmo, con tanto entusiasmo. Amici, conoscenti e clienti ormai la chiamano anche «Madame Duracell». Lei ci ride, del resto cosa prevedibile data la sua natura allegra.

Angoli e spigoli

Il vigneto di Blanca Imboden a Vètroz è grande sei ettari. Il piccolo comune nel Vallese inferiore è noto per la sua produzione di vino. Fondata nel 1975, la cantina è stata ampliata nel 2006. A Blanca Imboden appartiene l’intera tenuta, splendidamente adagiata nel cuore dei vigneti. Accanto alla produzione di vino gestisce anche un piccolo wine bar. Inoltre, l’azienda include un ristorante gourmet e quattro camere d’albergo. Dal 2009 Imboden si affida all’abilità del giovane enologo André Bélard. La collaborazione è molto armonica, in quanto entrambi sposano la stessa filosofia: niente massa e «sconti», ma qualità. «Solo così alla lunga sarà possibile affermare il vino svizzero», afferma Blanca Imboden convinta. Il frutto di questa collaborazione sono vini equilibrati con un carattere spiccato ricavati da qualità autoctone Pinot Noir, PetiteArvine, Syrah e Humagne Rouge.

Di umiltà e un grande sogno

Blanca Imboden ha successo ed è sicura di sé: «Quello che voglio non è avere una delle migliori cantine della Svizzera, ma la migliore cantina», dice, aggiungendo però subito dopo anche che questo è il suo sogno. Una certa percentuale di umiltà aleggia sempre nelle sue parole parlando di un prodotto della natura che non dipende solo da come viene manipolato, ma anche dalle condizioni climatiche cui è sottoposto. Cita l’Humagne Rouge come il suo vino preferito , «perché è molto simile a me. Ha angoli e spigoli, non è per tutti. Prima bisogna imparare a conoscerlo. È proprio come un vero vallese: o piace o non piace». Se tutti i vallesi fossero come Blanca Imboden, senza dubbio non sarebbe poi tanto difficile accoglierli collettivamente nel proprio cuore.

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