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Viaggiare in Asia ben pro­tetti

Hanno visitato i templi in bicicletta, hanno attraversato la Cina in terza classe e hanno acquistato la domanda di visto per Burma in una copisteria tailandese: Samuel Weber si è preso una vacanza e ha viaggiato insieme alla sua ragazza attraverso l’Asia.

17 luglio 2013, testo: Katrin Meier, Foto: Samuel Weber

Non aveva mai riflettuto su quanto avrebbe potuto mancargli una normalissima pizza. Del resto per Samuel Weber la raffinata cucina asiatica era stato uno dei motivi principali per il viaggio in Asia: «In Nepal però ogni giorno si mangiava la stessa cosa – riso e lenticchie. Per due mesi e mezzo. E così di tanto in tanto facevamo una puntatina a Kathmandu per concederci una pizza.» Il collaboratore di Helvetia ha dato le dimissioni, ha lasciato l’appartamento nella primavera del 2012 ed è partito per l’Asia con la sua ragazza. Voleva prendersi un periodo di nove mesi e per chi era rimasto a casa teneva un blog.

La prima tappa è stata un orfanotrofio in Nepal, dove la coppia si è fermata per dare una mano. Poi il viaggio è proseguito in direzione della Corea del Sud. Sulla lista dei desideri c’era anche la Cina come destinazione. «Per il resto non abbiamo fatto grandi progetti», afferma Weber, «volevamo scoprire il continente – in Asia mi sento semplicemente bene.» Nei viaggi in treno di ore e ore nella categoria «hard seater» sono andati da Pechino a Hong Kong, poi hanno visitato Taiwan, sono volati in Malesia e hanno iniziato un tour del sudest asiatico attraverso la Tailandia, il Laos e la Cambogia. E così sono entrati in contatto con le culture più diverse, ricorda Samuel: «I Laotiani sono persone molto tranquille e rilassate – ma non appena arrivi in Cambogia vieni preso d’assalto su tutti i fronti, tutti vogliono venderti qualcosa.»

La prosecuzione del viaggio verso Burma si è svolta in modo non convenzionale: per il visto la coppia ha dovuto recarsi all’ambasciata a Bangkok – che era assolutamente strapiena di gente. «La domanda siamo riusciti ad averla senza alcuna complicazione in una copisteria.» La spesa è valsa la pena, spiega entusiasta il giramondo: «A Burma abbiamo incontrato la gente più cordiale di tutto il viaggio.» A conclusione del viaggio la coppia si è recata in Sri Lanka per godersi la buona cucina – e alla fine trascorrere ancora una settimana di ferie «all inclusive», come dice Samuel: «Dopo un viaggio così lungo abbiamo proprio dovuto farci un po’ di ferie.»

L’assicurazione protegge dalle sorprese in vacanza

Durante il viaggio in Asia, a parte un piccolo incidente in motorino, per fortuna non è successo nulla. Ciononostante, la coppia ha stipulato una assicurazione Assistance che protegge dalle conseguenze finanziarie in caso di panne dell’auto o incidenti all’estero, qualora si debba rientrare prima o rimanere all’estero più a lungo. Oppure qualora non si riesca proprio a partire, cosa che è già capitata a Samuel Weber: nel 2011 voleva andare in ferie a Bangkok – malauguratamente proprio nel momento dell'alluvione eccezionale che si era verificata. Optò quindi per la Malesia. I costi di annullamento e modifica delle prenotazioni sono stati sostenuti dall’assicurazione. «Quando si viaggia molto e ogni volta si deve stipulare una assicurazione di viaggio, con il tempo la cosa inizia a costare», così spiega Samuel Weber la decisione di stipulare un’assicurazione Assistance con l’Helvetia. «Ora per 200 franchi all’anno è possibile proteggersi per bene. Questo dà sicurezza.»

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