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Victorinox – un pezzo della tradizione svizzera

Qui non si producono pile di carta, bensì rotoli di acciaio e ogni secondo vengono punzonate lame per coltelli. Una visita agli stabilimenti di Victorinox, dove ogni giorno vengono prodotti 60'000 coltellini.

17 aprile 2013, testo: Seraina Heierli, Foto: Roland Tännler

Avete mai sentito parlare di Ibach? No? Tranquilli, siete in buona compagnia! Scendendo dal bus a Ibach-Svitto, ci si trova in mezzo alla natura. Protetto da un’imponente corona di montagne, c’è un tranquillo villaggio nel cuore della Svizzera. Un paesetto sconosciuto ai più, ma con una storia assolutamente invidiabile. In effetti, al centro di questo maestoso panorama alpino si trova una fabbrica. Una fabbrica da 125 anni di grandissima importanza non solo per Ibach, bensì anche per l’intera Svizzera: la Victorinox. Dalla sua fondazione nel 1884, la Victorinox è sempre rimasta in mano alla famiglia. Con i suoi 900 dipendenti, è il maggior datore di lavoro del settore industriale nel Canton Svitto.

Un solido artigianato

Entrando nella fabbrica, colpisce il forte odore di acciaio. È assolutamente evidente: qui non si producono risme di carta, bensì si rullano enormi rotoli di acciaio. Nel primo atelier di produzione il rumore è assordante. Diversi macchinari, a ritmo di secondi, si eseguono le operazioni di tranciatura e punzonatura delle lame. Ma la tecnica non ha sostituito del tutto l’uomo, spiega Urs Wyss, responsabile Pubblicità e Sponsorizzazione presso la Victorinox. Per fabbricare le lame dei coltelli per uso domestico e professionale, le lamine di acciaio devono essere introdotte manualmente nelle macchine. Sembrano leggeri, addirittura gracili questi rulli quando vengono sistemati nella giusta posizione con la gru. Ma è meglio allontanare i piedi, consiglia un operaio. I rulli pesano parecchie tonnellate.

Rumore assordante

Anche nel seguente atelier di produzione il rumore è pazzesco. Qui si leviga spiega Urs Wyss. Ma ancor prima di aver terminato la frase, la sua voce viene travolta dal frastuono delle macchine. Il rumore infernale è dovuto a un calderone largo circa un metro, che sembra a una gigantesca impastatrice. Al suo interno ci sono migliaia di sassolini di ceramica e le lame sagomate per i futuri coltellini tascabili. Come in uno shaker, i sassolini picchiano sulle lame smussando così le sbavature create durante il processo di punzonatura. Nel locale successivo, un po’ più tranquillo, si trovano le macchine affilatrici. Ogni giorno vengono fabbricati 60'000 coltellini tascabili, ci racconta Urs Wyss.

64 parti per un coltello

Un coltellino tascabile Victorinox è un concentrato di manifattura svizzera: Il modello classico Victorinox «SwissChamp» è formato da 64 elementi. Torniamo alla produzione: tutti gli elementi sono stati tagliati, punzonati, levigati e affilati. Ora devono essere assemblati manualmente per comporre il prodotto finale. Queste operazioni vengono effettuate in parte nell’azienda stessa. Ma in questo settore esiste ancora il tradizionale lavoro a domicilio, spiega Urs Wyss. Carl Elsener jr. racconta che, durante le vacanze estive e natalizie, lui e i suoi fratelli e sorelle aiutavano in fabbrica a confezionare i coltellini guadagnandosi così i loro primi soldini. «Scommettevamo su chi riusciva a confezionare in un’ora il maggior numero di coltellini», ricorda ridendo.

Il nostro coltellino tascabile sta prendendo lentamente forma. Una volta completati i vari elementi, occorre ancora fabbricare l’involucro in materia sintetica. Prima di essere distribuiti sul mercato, i prodotti finiti passano al controllo finale.


La Victorinox è cliente dell’Helvetia.

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