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Puntualizzare i fatti

Claudia Sauter, capo della comunicazione dell’Helvetia, ha un modo leggermente diverso di pensare rispetto alla maggior parte dei collaboratori dell’assicurazione. Da più di un anno, insieme al suo team, sta facendo tutto il possibile perché il «cuore» dell’Helvetia batta più veloce, stando al passo con la modernità. Nell’intervista ci parla di buona comunicazione, ritmo e del piacere di lavorare.

24 gennaio 2019, testo: Isabella Awad, foto: Claudia Sauter

Una donna con i capelli biondi e un abito nero guarda nella telecamera.
Claudia Sauter, capo della comunicazione dell’Helvetia, affascina le nuove tecnologie, i nuovi media e tutte le possibilità che offrono.

Claudia, che tipo di persona sei?

Sono una persona creativa, ma penso comunque in modo analitico e strategico. Amo quello che faccio, lavorare mi piace. Sono positiva e penso con lo sguardo proiettato in avanti. Mi piace confrontarmi con i colleghi, a prescindere dall’ambito e dalla funzione ricoperta. Vorrei imparare dagli altri, entrare a fondo nelle questioni e ottenere i risultati migliori. E poi non sono un “lupo solitario”. Mi sento più a mio agio all’interno di un team costituito da persone stimolanti.

Sei la responsabile Corporate Communications & PR: cosa ti attrae nella comunicazione?

Gli argomenti cambiano continuamente. Mi affascinano le nuove tecnologie, i nuovi media e tutte le possibilità che offrono. Per me la comunicazione è il cuore dell’azienda e dovrebbe battere forte. Siamo un team di esperti e offriamo consigli e supporto ai nostri colleghi in ogni situazione. Stabiliamo nuovi standard e sperimentiamo novità.

Cosa significa quindi «buona comunicazione»?

Comunicare in maniera autentica e sincera, all’interno e all’esterno dell’azienda. La comunicazione deve puntualizzare argomenti complessi in maniera breve, concisa e creativa: solo così può definirsi buona. È quanto sottende anche il motto «parlare la lingua dei nostri clienti».

Qual è il tuo incarico all’interno dell’Helvetia?

Il mio compito è quello di consolidare il ruolo dell’Helvetia quale azienda assicurativa operante in tutti i rami in Svizzera e nel mondo e di rafforzarne la reputazione. Per farlo, stabiliamo ad esempio argomenti da trattare e percorriamo nuove vie per avvicinarci ulteriormente ai diversi gruppi target, interni ed esterni utilizzando procedure, strumenti, organizzando eventi, ma anche e soprattutto adottando la giusta mentalità. Ci consideriamo un fornitore di servizi che fa tendenza nel mondo delle nostre assicurazioni. 

Quali competenze contano nell’ambito della comunicazione?

Illustrare fatti complessi in maniera semplice. Comprendere l’orientamento strategico dell’Helvetia e sostenerne la realizzazione. Immedesimarsi negli argomenti, immergersi in altre realtà. Relazionarsi con le persone e farlo anche volentieri. Essere sempre aperti a nuove prospettive. Analizzare i dati, interpretarli e, se necessario, ricalibrare le misure adottate. Nonostante i ritmi frenetici, prestiamo sempre molta attenzione alla qualità. 

Innovazione, digitalizzazione ecc. – in breve, il cambiamento fa parte del programma dell’Helvetia: cosa implica questo per la comunicazione? 

Sappiamo che il mondo cambia velocemente, che i nostri clienti si adattano con rapidità e che si aspettano lo stesso da noi. L’Helvetia deve adeguarsi con tempestività ai nuovi sviluppi. Possiamo solo immaginare cosa ci riserverà esattamente il futuro. Ciò significa anche sperimentare la novità, con successo o meno. 

Come percepisci la cultura imprenditoriale dell’Helvetia?

Desideriamo il cambiamento, ma allo stesso tempo lo temiamo, o a volte siamo troppo autocritici. Stiamo progredendo e diventiamo sempre più forti, passo dopo passo. Ecco perché trovo sensazionale la campagna «&Vai» .

In poche parole, qual è il tuo obiettivo per il 2019?

Che l’Helvetia sia conosciuta e che punti al cuore delle persone: che diventi quindi un vero lovemark.

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