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INFORMA DANNI AZIENDE

Il modello di progettazione BIM

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Nuovi strumenti digitali per la progettazione: la tecnologia BIM per il post-terremoto?
5 settembre 2017, Testo: Gabriele Frigerio
Gabriele Frigerio
Nato nel 1974, laureato in Ingegneria al Politecnico di Milano, entra nel settore assicurativo nel 2000. Arriva in Helvetia nel 2015 dopo aver maturato esperienze in ambito di underwriting Construction / Engineering presso primarie compagnie assicurative come RAS (Gruppo Allianz) e Zurich . E' oggi responsabile Construction & Bonding nella Direzione Danni Aziende.

Di fronte alla devastazione di Ischia, Amatrice, Accumoli colpite recentemente da terremoto, in molti ci siamo chiesti perché eventi del genere siano ancora possibili anche dopo i (meno) recenti sismi di L’Aquila e dell’Emilia Romagna.

Alla ricerca di una risposta, inevitabile puntare il dito contro il mancato adeguamento degli edifici ai criteri «per costruire una struttura in modo da ridurre la sua tendenza a subire un danno, in seguito ad un evento sismico».

Eppure, la scuola di Amatrice, ristrutturata nel 2012 seguendo tali indicazioni è crollata e la domanda è diventata un’altra: com’è possibile che un edificio antisismico si sbricioli a quel modo?

Le cause quindi, escludendo il dolo, si possono ricondurre principalmente ad un’errata realizzazione, un’errata progettazione o un evento sismico che supera i livelli previsti per quella zona in fase di progettazione.

Ecco quindi che oggi l'attenzione dei tecnici e delle imprese edili deve orientarsi sempre più alla fase della progettazione: non solo relativa a nuovi interventi, ma soprattutto ad interventi su edifici esistenti per renderli più sicuri – i cosiddetti interventi edilizi di "seismic retrofit" tipici delle zone colpite da sisma.

Anche il Nuovo Codice Appalti (Dlg 50/2016) ha introdotto l'obbligo di utilizzare "specifici metodi e strumenti elettronici di progettazione, quali quelli di modellazione per l'edilizia e le infrastrutture". L'intenzione infatti del legislatore è quella di introdurre per gli interventi di edilizia pubblica un nuovo e moderno modello di progettazione: il cosiddetto BIM.

Ma cosa significa questa sigla?

BIM è l'acronimo di Building Information Modeling (Modello di Informazioni di un Edificio) ed è la rappresentazione digitale di caratteristiche fisiche e funzionali di un edificio.

Il BIM quindi non è un prodotto, né un software ma un “contenitore di informazioni sull’edificio” in cui inserire dati grafici (come i disegni) e degli specifici attributi tecnici (come schede tecniche e caratteristiche) anche relativi al ciclo di vita previsto.

Questo (apparentemente semplice) nuovo concetto di "condivisione progettuale digitale" permette però di eliminare molte delle incongruenze progettuali che sino ad oggi hanno contribuito a generare proprio alcuni dei già citati errori progettuali .

In ambito pubblico quindi l'orientamento dei prossimi anni è quello di utilizzare le nuove tecnologie digitali (rendendole via via obbligatorie) per migliorare la qualità dei progetti attraverso una sinergia tra tutte le figure coinvolte nelle varie fasi di creazione dell'edificio.

Infatti, solo introducendo tale "rivoluzione digitale del progetto" insieme a nuovissime tecnologie di scanner (come tecnologie di Reality Capture, laser, drone, GIS) gli enti pubblici saranno in grado di mappare e gestire il patrimonio edilizio sia nelle fasi di costruzione (o ricostruzione), sia a tutta la loro vita (progettando anche la fase di manutenzione delle opere).

Il BIM diventerà il processo standard per tutti gli edifici e si sta integrando nella legislazione per i contratti pubblici in Italia e in tutta l’Europa.

A tal proposito la Direttiva 2014/24/EU sugli Appalti Pubblici esprime in modo chiaro che i 28 stati membri incoraggino l’utilizzo del BIM nei rispettivi Paesi per i progetti finanziati con fondi pubblici nell’Unione Europea a partire dal 2016.

 

Cosa sta facendo Helvetia in questo scenario dinamico?

Il settore Aziende Helvetia non si sta limitando ad osservare tali tendenze e novità ma negli scorsi mesi ha intrapreso un dialogo con il alcuni docenti del Politecnico di Milano (prof G. Utica, S Masseroni) con i quali ha pianificato degli incontri per verificare sinergie tra elementi assicurativi e BIM (per il quale l'ateneo eroga un Master dedicato ai professionisti).

Perché infatti non assegnare un rating tecnico migliore alle opere progettate con questa nuova metodologia che dovrebbe ridurre i rischi di progettazione, esecuzione e gestione delle opere realizzate?

Sebbene siamo ancora nella fase progettuale della collaborazione, nella prossima edizione del Master sarà comunque presente anche Helvetia in qualità di partner e non mancheremo di aggiornarvi su questa iniziativa.

 

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