Tutela legale

Aggressione del cane: come valutare il risarcimento

Liliana e il suo cagnolino Dodo sono stati vittime di un'aggressione da parte di un altro cane. Leggi la loro storia per scoprire come una polizza di tutela legale può aiutarti anche in questi casi.

11/02/2021, Autore: D.A.S.

Si rivolge a D.A.S. LiLiana, a seguito dell’aggressione subita dal proprio cane di razza “Shih Tzu” da parte di un pastore tedesco, per valutare correttamente i danni subiti e avere assistenza nella richiesta di risarcimento.
Dodo camminava lungo il vialetto innevato: un batuffolo bianco, che si confonde con il candore del manto che ricopre il selciato ed era al guinzaglio di Liliana, moglie di Ettore, assicurato con DAS.
Dodo è un cagnolino di piccola taglia, gioviale e di compagnia, calmo e silenzioso: muso schiacciato, orecchie pendenti, mantello fluente anche se Ettore e Liliana lo preferiscono con il pelo corto.
Tutto si consuma in pochi istanti che, per Liliana, ancora oggi, a distanza di mesi dall’accaduto, appaiono un’eternità.

Un cane di grossa taglia, sciolto, senza guinzaglio, compare all’improvviso dal sottobosco: il proprietario era in lontananza, troppo distante per intervenire in tempo. Liliana si trova di fronte quell’animale, non riesce neppure a gridare o a scappare perché il cane si avventa su Dodo e lo azzanna.
Liliana resta immobile, spaventata e sotto shock. Per un attimo, teme per la sua vita, teme di fare la stessa fine del suo cucciolo.
Solo a fatica, il proprietario del pastore tedesco, giunto di corsa, riesce a separare il suo cane da Dodo, mentre Liliana, terrorizzata, viene condotta in ospedale. Dopo molto tempo dalla vicenda, la donna si sveglia ancora nel sonno e sente l’eco del rantolo agonizzante del povero Dodo. Per questo fatto, Liliana è in cura da uno psicologo, che la sta aiutando a riprendersi dalla crisi di nervi.

Come valutare il danno morale, il dolore interno che una persona ha provato a seguito di uno shock emotivo?

Ettore denuncia il sinistro, attivando la polizza, una copertura di tutela legale che lo difende in casi come questo.
Attraverso l’avvocato della Compagnia che gli viene messo a disposizione, viene ricostruito l’accaduto, vengono individuate le responsabilità, ricercati i testimoni ed effettuate le relative perizie. Con la polizza sono in copertura anche le spese peritali sostenute per accertare l’entità delle lesioni, fisiche e morali.

L’articolo 2052 del Codice Civile disciplina la responsabilità del proprietario per il fatto degli animali che ha in custodia.
Si tratta di una forma di responsabilità “rinforzata” – usando un’espressione latina si direbbe “juris et de jure” – una responsabilità in vigilando o in custodendo, che grava sempre sul proprietario salvo che questi provi il caso fortuito.
Questa fattispecie ricorre sia nel caso in cui l’animale fosse sotto la custodia del proprietario, sia che si fosse smarrito o fosse fuggito.
Dall’aggressione può scaturire una malattia nel corpo e nelle mente.

A quanto ammonta il risarcimento per aggressione? Cosa intende la legge quando parla di danno morale?

L’avvocato di Liliana e Ettore si è messo in contatto con la controparte e con la compagnia di assicurazione della RC con la quale era assicurato il cane aggressore.
Il danno non patrimoniale quantificato dall’avvocato, sulla base delle visite mediche e veterinarie effettuate, comprendeva sia il danno biologico, per il pregiudizio alla salute fisica sofferto da Liliana, sia il danno morale, per il trauma psicologico da lei riportato.
La richiesta risarcitoria si estendeva anche al danno patrimoniale per i danni provocati a Dodo e per il rimborso delle ingenti spese veterinarie sostenute da Ettore e Liliana per curare il loro cagnolino.
Per la quantificazione del danno non patrimoniale ci si è basati sulle tabelle in uso presso il Tribunale di Milano, che costituiscono giurisprudenza in casi come questo, nonché sull’anzianità della donna (circa 30 anni).

La controparte ha replicato invocando, almeno parzialmente, l’esimente della “fortuità del caso”: una sorta di raptus rabbioso del cane aggressore che, liberatosi dal guinzaglio del padrone, si è avventato contro il cagnolino e la sua proprietaria senza che il padrone avesse la possibilità di prevedere l’evento straordinario, riprendere il controllo della situazione ed impedirne le conseguenze.

L’avvocato ha replicato che l’imprevedibilità dell’azione del cane aggressore non può costituire caso fortuito atteso che essa costituisce una caratteristica propria di ogni essere animale privo di raziocinio.
Il proprietario, ai sensi dell’articolo 2052, deve sempre esercitare sull’animale un potere effettivo di controllo, di gestione, di vigilanza: tutte le volte che il danno è stato provocato con diretto nesso causale dal fatto proprio dell’animale, il padrone è chiamato a rispondere.

Fortunatamente, la vicenda si è risolta in modo favorevole per Liliana ed Ettore: nell’imminenza della causa civile (le cui spese sarebbero state sostenute dalla Compagnia), l’assicurazione della controparte ha formulato un’offerta transattiva, a saldo e stralcio, che ha permesso alla coppia di ottenere il giusto ristoro per i danni subìti: danno non patrimoniale, danno patrimoniale (Dodo in quanto proprietà della coppia), recupero delle spese veterinarie sostenute per il cagnolino, recupero delle spese mediche per le cure di Liliana.
Ma, soprattutto, il povero Dodo, ridotto in fin di vita, è oggi del tutto guarito e, se si guarda lungo il vialetto, non più innevato, lo si può scorgere in lontananza, che corre e scodinzola con ritrovata energia al guinzaglio della sua padrona.

Durata della controversia: 6 mesi; valore in lite: danno non patrimoniale (Tabelle di Milano 2018, 1 punto di invalidità permanente, 30 anni di età) 1.264 Euro + danno patrimoniale in via forfettaria (cane razza “Shih Tzu” da concorso canino) 977,10 Euro + rimborso spese veterinarie sostenute per interventi e cure 1.785,60 Euro; spese legali e peritali sostenute dalla Compagnia n che l’assicurato avrebbe dovuto affrontare in mancanza di polizza: 2.605 Euro.

Questo articolo trae spunto da un caso reale, ma ogni riferimento è puramente casuale


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