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Social Media

La foto sui social non autorizzata

Con un semplice click ci si può appropriare di una foto altrui. Ma attenzione ai rischi che tale azione comporta.

21 gennaio 2016, Testo: Redazione D.A.S.

La signora Matilde, mamma di una bambina di 6 anni, dopo aver notato la diffusione sui social da parte di un altro genitore di alcune foto ritraenti sua figlia nel salone della scuola e avere invano sollecitato l’autore di provvedere alla rimozione, decide di contattare D.A.S. per avere un consiglio legale sul da farsi.

I legali D.A.S., ascoltate le rimostranze della signora, confermano l’irregolarità dell’azione perpetrata dal genitore e le spiegano come il diritto all'immagine si esplichi principalmente nel divieto di esporre o pubblicare l'immagine altrui, o qualsiasi rappresentazione delle altrui sembianze, senza il consenso dell'interessato, a maggior ragione, se la fotografia, come nel caso in esame, non è stata scattata in luogo pubblico. Nel caso di minori, il consenso spetta ai genitori o comunque agli esercenti la patria potestà.

La disciplina relativa all'uso delle immagini altrui è contenuta principalmente nel codice civile e nella Legge sul diritto d'autore che rispettivamente all'art. 10 e all'art. 96 stabiliscono che per esporre, riprodurre e commercializzare l'immagine altrui serve il consenso dell'interessato e che in caso di violazioni è possibile per quest'ultimo adire l'autorità giudiziaria e chiedere la cessazione dell'abuso e il risarcimento dei danni. Oltre a tali normative, specifiche disposizioni sono contenute anche nel c.d. Codice sulla Privacy.

Proprio poiché il problema della circolazione di fotografie e videoriprese da alcuni anni interessa la scuola in modo intenso, sia quelle scattate dai genitori che quelle che i ragazzi più grandi (ma comunque minorenni) scattano da sé, per porre un rimedio a questa situazione il Ministro della Pubblica istruzione, con il parere favorevole del Garante della privacy, ha affiancato la propria Direttiva n. 104 del 30 novembre 2007. Tale normativa prevede che qualora i filmati, le immagini o i suoni, relativi ad altre persone, siano acquisiti mediante telefonino per “fini esclusivamente personali”, non operano gli obblighi di informativa e di acquisizione del consenso previsti in materia di trattamento dei dati personali. Qualora invece le informazioni così raccolte siano destinate ad una comunicazione sistematica o alla diffusione si applicano le disposizioni di cui agli artt. 13, 23 e 26 del Codice della privacy.

In base a quanto sopra i consulenti provvedono a redigere una diffida con richiesta di rimozione immediata delle immagini in questione e avvertimento delle possibili conseguenze anche in sede penale. In aggiunta alla propria azione, i legali della Compagnia informano Matilde dell’esistenza di specifiche segnalazioni che, come utenti, si possono inviare ai gestori dei social e la invitano pertanto ad attivare anche questi protocolli. Le suggeriscono infine di informare la segreteria della scuola dell’accaduto al fine di mettere le istituzioni scolastiche nelle condizioni di informare i genitori sulle regole vigenti e portare a conoscenza che solo la scuola è autorizzata dalla liberatoria privacy firmata dai genitori ad effettuare videoriprese e fotografie delle attività svolte nel contesto didattico. La controparte, raggiunta dalla diffida e comprese le possibili conseguenze del protrarsi del comportamento illecito iniziato con leggerezza, provvedeva a rimuovere le immagini e a porgere le proprie scuse alla signora Matilde.

Grazie al loro intervento, i consulenti della Compagnia sono riusciti ad arginare le possibili conseguenze di un’azione illecita e in modo rapido ad ottenere il risultato desiderato dalla signora Matilde, la quale, ottenute le scuse,  ha rinunciato ad altre pretese.

D.A.S. è partner commerciale di Helvetia Italia Assicurazioni S.p.A.

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