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Tutela legale
Diritti

Ma davvero il reato di ingiuria non esiste più?

Se si offende o insulta pesantemente qualcuno, si corrono ancora gravi rischi dal punto di vista penale?

19 aprile 2016, Testo: Redazione D.A.S.

Possiamo dire addio al reato di ingiuria? Sembra proprio di sì. Chi offende l’onore o il decoro di un’altra persona, si macchia di un mero illecito civile punibile con una sanzione pecuniaria variabile in base alla gravità del fatto. E’ quanto ha scoperto un nostro assicurato, vittima di una parolaccia di troppo.

Si è rivolto alla Compagnia Giuliano per denunciare uno spiacevole episodio occorsogli al rientro a casa dopo il lavoro. L’assicurato spiega ai legali D.A.S. di essere stato pesantemente insultato da un vicino senza motivo. La particolare veemenza della controparte ha scosso Giuliano che ha deciso di rivolgersi alla Compagnia per chiedere un consiglio e invocare la tutela penale.

I consulenti, per prima cosa, hanno appurato la data esatta di accadimento dei fatti che risultano occorsi a metà marzo 2016. I consulenti hanno precisato all’assicurato che tale informazione è particolarmente importante, stante il recentissimo cambio del quadro normativo di febbraio 2016. Il “reato di ingiuria” (previsto dall'ora abrogato art.594 c.p.) prevede che: “chiunque offende l'onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a cinquecentosedici euro. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa. La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a milletrentadue euro, se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato. Le pene sono aumentate qualora l'offesa sia commessa in presenza di più persone".

I legali D.A.S. hanno quindi evidenziato al cliente che dal 6 febbraio 2016, per effetto del c.d. “decreto legislativo sulla depenalizzazione” (D.lgs. nr. 7 del 15.01.2016) , un ampio pacchetto di reati, tra i quali figura appunto anche il reato di ingiuria, sono stati depenalizzati. Per effetto della depenalizzazione l'ingiuria diventa impossibile da punire in sede penale. La prima azione di tutela, pertanto, non dovrà più essere la proposizione di una denuncia querela, bensì l'invio di una richiesta risarcitoria di tipo civile.

I Consulenti, alla luce di ciò, hanno innanzitutto predisposto una missiva in favore da Giuliano riportando i fatti riferiti dal proprio assicurato e diffidando il vicino dal reiterare il comportamento descritto. Contestualmente, gli hanno rappresentato che la portata del comportamento offensivo, anche se non più rilevante sul piano penale, rimane ad oggi un illecito sul piano civile e che l'attuale quadro normativo prevede, oltre all'obbligo di risarcire il danno, la possibilità di essere condannati, all'esito del contenzioso civile, al pagamento di una sanzione pecuniaria civile in favore dello Stato.

La controparte, messa alle strette dai legali D.A.S., ha in breve tempo riscontrato la missiva contestando ogni addebito, ma al contempo rendendosi disponibile ad un incontro con Giuliano per la definizione bonaria della situazione. Coltivando l'apertura concessa, i legali della Compagnia hanno raggiunto con controparte un'intesa e predisposto per Giuliano un atto di transazione da sottoscrivere con il vicino, comprensivo delle scuse di quest'ultimo e di un risarcimento forfettario e simbolico da corrispondere all'atto della firma.

L’intervento tempestivo dei professionisti della Compagnia ha evitato un inutile e lungo strascico legale, altamente problematico dato il quadro normativo ancora in via di assestamento e ha contribuito a preservare i rapporti civili tra l'assicurato e il vicino-controparte.

D.A.S. è partner commerciale di Helvetia Italia Assicurazioni S.p.A.

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