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Previdenza complementare

Previdenza complementare: quali vantaggi fiscali?

La previdenza complementare ti garantisce in futuro una pensione più elevata, offrendoti nel frattempo molti benefici fiscali. Scopri quali.

07/07/2020, Autore: Marcello Andreetti

Come si legge sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la previdenza complementare rappresenta il cosiddetto secondo pilastro del sistema pensionistico, il cui scopo è quello di integrare la previdenza di base obbligatoria, concorrendo ad assicurare al lavoratore un livello adeguato di tutela pensionistica, insieme alle prestazioni garantite dal sistema pubblico.
Possono aderire alla previdenza complementare i lavoratori dipendenti del settore pubblico o privato, i lavoratori autonomi e liberi professionisti, i lavoratori dipendenti di società cooperative ma anche chi per varie ragioni non sta lavorando.
Inoltre, volendo, puoi anche decidere di destinare alla forma pensionistica complementare le quote del TFR ancora da maturare.
Dal momento in cui maturi i requisiti previsti dal regime di previdenza obbligatorio di riferimento potrai beneficiare di una pensione integrativa (che consiste in una rendita) o di un capitale, ma perché diventi un’opportunità reale per mantenere uno stile di vita adeguato anche durante la vecchiaia, devi cominciare a pensarci per tempo, poiché il capitale accumulato è ovviamente proporzionale al numero di anni dei versamenti effettuati.
La previdenza complementare ti offre, diversi vantaggi, primo tra tutti quello delle agevolazioni fiscali (riconosciute anche a favore dei tuoi familiari a carico), che rappresentano un’ulteriore opportunità di risparmio, come ricorda lo stesso Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Ma quali sono esattamente queste agevolazioni?
Vediamo cosa dice la legge.

Quali vantaggi

Il quadro fiscale odierno della previdenza complementare è frutto di numerose riforme a partire dagli anni ’90, l’ultima delle quali introdotta dal Decreto Legislativo n. 252 del 2005 (entrato in vigore nel gennaio 2007) e dalle successive modifiche ed integrazioni dello stesso che si sono susseguite in questi anni.
Questa normativa ha introdotto importanti incentivi tributari, sia per la contribuzione, sia per la tassazione delle prestazioni erogate.
L’argomento è in ogni caso piuttosto complesso, soprattutto per i non addetti ai lavori, ma vediamo di semplificare affrontando i punti di maggior interesse per l'Aderente:

  • per quanto riguarda la contribuzione, durante il periodo di accumulo, puoi dedurre dal reddito i contributi versati fino al limite di 5.164,57 euro annui, compresi i versamenti a favore dei familiari a carico. Tuttavia, nel calcolo del suddetto limite, non devi considerare l'eventuale flusso di TFR conferito.

    Per approfondire leggi anche: “Non è mai troppo presto per pensare al futuro di tuo figlio”;

  • è possibile dedurre dal reddito complessivo anche gli eventuali premi di produttività convertiti in contribuzione alle forme di previdenza complementare per un importo di 3.000 Euro (in aggiunta ai 5.164,57 Euro);
  • un altro significativo vantaggio riguarda la tassazione dei rendimenti maturati: essi sono infatti soggetti ad imposta pari al massimo al 20%, contro il 26% applicata a molti altri prodotti di investimento di natura finanziaria;
  • anche il pagamento della pensione complementare ha una tassazione molto favorevole, essendo soggetto a una ritenuta agevolata del 15%. Interessante anche la riduzione “a scalare” dell’aliquota in base agli anni di partecipazione alla previdenza complementare: dopo 15 anni è prevista una ulteriore diminuzione dello 0,3% all’anno per ogni anno successivo fino a raggiungere un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali (con 35 anni di versamenti la tua aliquota scenderà fino al 9%);
  • analoga forma di tassazione, con aliquota agevolata tra il 15% e il 9%, vale per il riscatto a seguito di disoccupazione, mobilità, cassa integrazione o invalidità, mentre il riscatto per cause diverse è tassato al 23%;
  • le anticipazioni per spese sanitarie godono della stessa agevolazione vista sopra, con aliquota che varia dal 15% al 9% a seconda degli anni di “anzianità”. Le anticipazioni richieste per altre ragioni, come ad esempio l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli, vengono invece tassate al 23%.

Come detto, il meccanismo fiscale della previdenza complementare e delle agevolazioni a cui hai diritto può apparire “ostico”, ma in realtà non devi fare nessun calcolo complicato, infatti se sei un lavoratore dipendente, il calcolo della deducibilità fiscale viene effettuato direttamente in busta paga dal datore di lavoro.

Per approfondire: consulta la guida alla previdenza complementare pubblicata dalla Commissione Vigilanza sui Fondi Pensione - COVIP

Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari: "Prima dell'adesione leggere la Sezione I della Nota Informativa "Informazioni chiave per l'Aderente". Maggiori informazioni sulla forma pensionistica sono rinvenibili nella Nota Informativa completa e nel Regolamento.
Tali documenti sono stampabili cliccando direttamente dal sito internet della Compagnia o, diversamente, sono visionabili presso la sede degli Intermediari autorizzati al collocamento.


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