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Sport

Campus sportivi: quale scegliere?

Quando si avvicina la fine della scuola il dubbio per i genitori si ripete identico ogni anno: cosa far fare ai ragazzi in attesa delle vacanze in famiglia?

22 maggio 2018, Autore: Marcello Andreetti

I campus estivi per ragazzi dedicati allo sport sono sempre più numerosi, rendendo a volte non facile la scelta per i genitori, soprattutto per il timore di indirizzare i propri figli verso un’attività non adatta o, peggio, rischiosa.
Per evitare decisioni sbagliate bisogna considerare le caratteristiche fisiche di ciascun ragazzo, ma sul fronte dei rischi bisogna anche valutare attentamente il tipo di assicurazione di cui dispone la struttura, eventualmente integrandola con una polizza come Helvetia SiCura che permetta di affrontare con maggior serenità eventuali imprevisti di salute.

Quando si avvicina la fine della scuola il dubbio per i genitori si ripete identico ogni anno: cosa far fare ai ragazzi in attesa delle vacanze in famiglia?
Escludendo di lasciarli “bivaccare” tutto il giorno tra videogiochi e tv, un’opzione sempre molto gettonata è quella dei campus estivi dedicati allo sport.
A sentire i pedagogisti sono un ottimo modo per tenerli impegnati fisicamente, ma rappresentano anche un’occasione per confrontarsi con il mondo esterno - e con sé stessi - senza la rassicurante protezione dei genitori: in sostanza un ottimo modo per coltivare il fisico acquistando allo stesso tempo autonomia e fiducia nelle proprie capacità.

Ciò premesso, in base a quali criteri va scelto il campus? Meglio optare per uno sport “di nicchia” come parkour, badminton o baseball o uno più “classico” come basket o calcio?
Per non sbagliare la scelta bisogna prestare attenzione alle predisposizioni dei ragazzi, ma anche alle loro preferenze e naturalmente alla loro età. Innanzitutto lo sport deve essere divertimento, perciò niente pressioni e ricordiamoci che non tutti nascono campioni.

Quale copertura?

Un aspetto da verificare prima dell’iscrizione è anche quello assicurativo: i ragazzi possiedono “un’abilità speciale” nel farsi male, e non è detto che l’associazione organizzatrice del campus abbia sottoscritto una polizza in grado di coprire tutte le spese da affrontare in caso di infortunio. Meglio dunque controllare per tempo eventuali esclusioni e semmai integrare con un’assicurazione salute personale come Helvetia SiCura, che garantisce un indennizzo in caso di intervento chirurgico, anche causato da infortunio sportivo, oltre a molti utili servizi di assistenza e pronto intervento, quali l’invio di un medico o di un'autoambulanza e la consulenza medica specializzata (ortopedica, pediatrica, ecc.).

Tornando al dubbio su quale sport scegliere per il campus di nostro figlio, vediamo qualche spunto più o meno “tradizionale” tra le mille opportunità oggi a disposizione dei ragazzi.

Trekking, il sentiero della crescita

Il trekking non può essere considerato uno sport vero e proprio: più propriamente possiamo parlare di attività outdoor. Si tratta in ogni caso di un esercizio completo ed entusiasmante particolarmente adatto per i più piccini. Naturalmente la lunghezza e il dislivello del tracciato devono essere proporzionati alle loro capacità fisiche.
Tra le proposte in questo ambito, sono sempre molto valide quelle del WWF, con intere  giornate da trascorrere a stretto contatto con la natura.

Vela e canoa, una “barca” di divertimento

Gli sport nautici sono bellissimi, salutari e formativi, con il vantaggio di essere visti dal bambino come un gioco divertente.
Svolgere un’attività a contatto con l’acqua è infatti – per i più piccoli, ma non solo – spesso entusiasmante.
Grazie al tipo di movimento effettuato, la canoa in particolare è un’attività molto completa, infatti coinvolge i muscoli del busto e delle braccia, le articolazioni e i tendini, attraverso una stimolazione fisiologica “dolce”.

La Lega Navale organizza ogni anno diversi corsi estivi per tutte le attività nautiche.

Equitazione, piccoli cavalieri crescono

La particolarità di questo sport consiste nel dover imparare a gestire non un “attrezzo” ma un animale vivo, con sensibilità e carattere propri.
Anche per questo l’equitazione è utilissima, oltre che per sviluppare capacità motorie, coordinazione ed equilibrio, anche per una corretta crescita fisica e psicologica del bambino.

Mini-tennis per campioni in miniatura

Nell’opinione comune è abbastanza radicata l’erronea convinzione che il tennis sia uno sport non adatto ai bambini perché, si dice, asimmetrico.
La verità è che ormai da anni i moderni metodi di insegnamento e i nuovi materiali utilizzati consentono a ogni età una pratica sicura di questa disciplina che, anzi, porta ai bambini notevoli benefici, ad esempio per l’affinamento delle capacità di coordinazione e concentrazione.
La FIT- Federazione Italiana Tennis organizza ogni anno centri estivi e stage affidati a maestri certificati.

Pallavolo, oltre la palestra

La pallavolo è la più classica delle discipline sportive scolastiche, e tutti l’abbiamo praticata almeno una volta; si tratta di un’attività divertente e coinvolgente che i bambini affrontano volentieri, e vale senz’altro la pena che vi si dedichino, perché aiuta a migliorare le capacità anaerobiche e la coordinazione motoria e, come tutti gli sport di squadra, favorisce la socializzazione.

 

 

 

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