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Polizze Vita
Consigli dell'esperto

Polizze vita - Quale polizza scegliere?

Diverse sono le polizze vita tra le quali scegliere quella a te più indicata.

29 ottobre 2014, Testo: Federica Tosi

 

Nel vademecum pubblicato abbiamo messo in evidenza l’importanza di scegliere il tipo di prodotto che meglio si addice alle proprie esigenze affinché il contratto sia effettivamente utile.

La prima caratteristica da considerare è la configurazione di polizza. Ci sono infatti:

  • Polizze individuali che prevedono un Contraente (il titolare della polizza) ed un Assicurato (persona sulla cui vita viene prestata la copertura;
  • Polizza collettive che prevedono un Contraente (persona giuridica) ed una molteplicità di Assicurati (di solito dipendenti/dirigenti dell’Azienda Contraente).

Un altro aspetto da valutare è la funzione del contratto ed in particolare le più comuni tipologie di polizza sono:

  • di puro rischio (TCM), utili per salvaguardare la propria famiglia in caso di prematura scomparsa del capofamiglia o di chi percepisce il reddito maggiore. Si tratta di una scommessa, infatti, la polizza corrisponderà un capitale (molto più alto rispetto al premio pagato) solo qualora entro la data di scadenza della polizza stessa avvenga il decesso dell’Assicurato, diversamente il premio viene acquisito dalla Compagnia;
  • LTC, polizze che corrispondono una rendita in caso di perdita dell’autosufficienza dell’Assicurato. Tali contratti permettono allo stesso di avere le disponibilità economiche necessarie per far fronte alle spese di assistenza giornaliera e/o degenza in apposite strutture;
  • a vita intera, che corrispondono, in caso di decesso dell’Assicurato, un capitale o una rendita vitalizia ai beneficiari direttamente scelti dal titolare della polizza. Queste polizze rimangono in vigore fino a che l’Assicurato è in vita e pertanto sono indicate per chi ha un orizzonte di investimento di lungo periodo, anche se tutte prevedono comunque la possibilità di interrompere in anticipo l’investimento mediante la richiesta di riscatto;
  • miste, atte a permettere un accumulo di denaro che verrà erogato a scadenza o in caso di decesso dell’Assicurato;
  • polizze di rendita che servono per garantirsi anche in età avanzata il mantenimento del proprio tenore di vita in quanto erogano, a partire da una data stabilita nel contratto, una rendita vitalizia. Spesso tali tipologie contrattuali hanno la possibilità di scegliere al posto della rendita vitalizia altre forme di erogazione (certe o reversibili);
    di previdenza complementare che servono per integrare la pensione statale, che come ormai noto, in futuro non sarà sicuramente sufficiente a garantirci un sostentamento decoroso. Sono previste diverse tipologie; le più comuni sono i Piani individuali pensionistici - PIP (dedicati principalmente ai liberi professionisti) o i Fondi Pensione Aperti – FPA (dedicati principalmente ai dipendenti di aziende private);
  • unit linked o index linked, legate all’andamento dei mercati finanziari e adatte per i più avvezzi all’investimento;
  • capitalizzazioni, più simili ad un investimento finanziario che ad una vera e propria copertura assicurativa. Tali contratti infatti non prevedono la figura dell’Assicurato e pertanto corrispondono il capitale assicurato solo alla scadenza.

Altra differenza è la modalità di pagamento, esistono infatti prodotti:

  • a premio unico: il Contraente versa una volta sola un importo che rimane investito nella polizza;
  • a premio unico ricorrente: il Contraente individua un piano di versamenti indicando l’importo e la durata del pagamento, anche se genericamente non è strettamente vincolato al versamento;
  • a premio annuo: il Contraente individua un piano di versamenti indicando l’importo e la durata di pagamento. In caso di sospensione tali polizze prevedono però una penalizzazione che comporta la riduzione del capitale assicurato;
  • con contribuzione libera, versamento del contributo del datore di lavoro e versamento del TFR: esclusivamente con riferimento alle forme pensionistiche complementari.

Anche la documentazione contrattuale che deve essere consegnata al Contraente e le autorità di vigilanza sono diverse in funzione della tipologia di sottoscrizione. Le polizze vita sono, infatti, suddivise in Rami (sulla base della classificazione effettuata dal Codice delle Assicurazioni), a secondo delle caratteristiche tecniche che presentano ed in particolare si ha:

  • Ramo I: polizze sulla durata della vita umana (anche dette rivalutabili), ovvero legate al rendimento di una gestione separata interna alla Compagnia (particolare strumento finanziario tipico del settore). Per tutte le polizze rientranti in questo Ramo la disciplina di riferimento è il Regolamento Isvap n. 35/2010 che disciplina le modalità di redazione della documentazione contrattuale (denominata Fascicolo Informativo) e le questioni di trasparenza;
  • Ramo III: polizze unit linked e index linked ovvero quelle collegate rispettivamente al fondi interni alla Compagnia o al valore di indici di mercato e ad indici o altri valori di riferimento. Tutte le polizze di questo Ramo sono soggette al Regolamento Emittenti Consob con riferimento alla predisposizione della documentazione contrattuale (denominata Prospetto d’Offerta) ed alle questioni inerenti la trasparenza, mentre rimangono sottoposte al controllo IVASS per questioni inerenti la gestione del contratto.
  • Ramo IV: polizze malattie o polizze che corrispondono una rendita in caso di perdita dell’autosufficienza (LTC). Per le polizze di questo ramo la disciplina di riferimento è il Regolamento Isvap n. 35/2010 che disciplina le modalità di redazione della documentazione contrattuale (denominata Fascicolo Informativo) e le questioni di trasparenza;
  • Ramo V: polizze di capitalizzazione ovvero quelle che dopo un certo periodo di tempo (almeno 5 anni) restituiscono un capitale con l’aggiunta di un rendimento indipendentemente dal fatto che si sia o meno verificato l’evento del decesso dell’Assicurato. Possono essere collegate a gestioni separate, a fondi interni o a sottostanti strutturati appositamente. Tutte le polizze di questo Ramo sono soggette al Regolamento Emittenti Consob con riferimento alla predisposizione della documentazione contrattuale (denominata Prospetto d’Offerta) ed alle questioni inerenti la trasparenza (ad eccezioni di alcune che presentano particolari caratteristiche), mentre rimangono sottoposte al controllo Isvap per questioni inerenti la gestione del contratto.
  • Ramo VI: riguarda le forme pensionistiche complementari (cosiddetti FPA) che sono regolamentati dalla legge 252/2005 e sono sottoposte alla sorveglianza di Covip.

 

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