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Scenario
Consigli dell'esperto

Famiglie italiane sempre più scoperte dalla ritirata del welfare

I servizi pubblici e sanitari locali hanno costi sempre più alti, e le famiglie italiane fanno sempre più fatica a sostenerli.

19 ottobre 2016, Testo: Sergio Viola

 

Per gli italiani la coperta è sempre più corta. L’attuale sistema di welfare non è più adeguato a rispondere alle esigenze di una società profondamente cambiata e le famiglie - che pagano di più anche per usufruire dei servizi pubblici locali - si ritrovano scoperte e vulnerabili di fronte alla possibilità di un improvviso shock economico.

Questo è, in sintesi, quanto emerge dai risultati della ricerca "Fasce deboli e servizi pubblici locali. Quali tutele per una vita sostenibile delle famiglie", frutto dell’Osservatorio prezzi e tariffe dell’associazione dei consumatori Cittadinanzattiva che ha analizzato le tariffe dei servizi pubblici locali, integrando anche dati relativi a sanità e scuola, oltre che segnalazioni provenienti dal servizio di consulenza ai cittadini della stessa associazione.

L’iniziativa, presentata lo scorso 28 settembre presso l’Istituto Luigi Sturzo a Roma, è stata realizzata in collegamento con il programma “Gli scenari del welfare” del Forum ANIA-Consumatori, che ha sviluppato insieme al Censis numerosi studi e analisi sul sistema di welfare del nostro paese e sulle sue prospettive di sviluppo futuro, con l’obiettivo di evidenziare le aree di convergenza tra assicuratori e consumatori su questo tema.

I dati più significativi della ricerca

Il rapporto di Cittadinanzattiva indica che la contrazione del welfare costringe le famiglie italiane a indebitarsi e a tagliare i consumi, che invece dovrebbero guidare lo sviluppo. Allo stesso tempo, sottolinea il peso crescente degli oneri relativi ai servizi pubblici locali, a causa di uno stato sociale focalizzato quasi esclusivamente su pensioni e salute.

I dati più interessanti della ricerca riguardano le spese degli italiani per abitazione, utenze domestiche, asili nido e sanità. Riguardo la casa, le spese complessive per l’abitazione rappresentano il 36,1% della spesa annua media delle famiglie. In particolare, l’11,3% degli intervistati nel 2014 ha dichiarato di dover pagare bollette arretrate, un dato in crescita rispetto all’anno precedente.

A proposito di servizi per l’infanzia, l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva ha rilevato che una famiglia spende mediamente 311 Euro al mese per mandare il proprio bambino all’asilo nido comunale. In questo ambito, si registra una maggiore difficoltà dei nuclei familiari a pagare le rette e delle amministrazioni comunali a sostenere il sistema integrato.

Sul fronte sanità, si sottolinea che nel 2015 la spesa media sostenuta da una famiglia per farmaci e prestazioni sanitarie è stata di 1.353 Euro, il 4,5% della spesa media annua (Fonte: Istat).

Dalla ricerca risulta, infine, che le famiglie in condizioni di povertà assoluta nel 2015 rappresentano il 6,1% sul totale rispetto al 5,7% dell’anno precedente. A fine 2014 era indebitato il 23% dei nuclei familiari per un ammontare medio di poco più di 44.000 Euro.

Serve un welfare più equo e sostenibile

Anche sulla scorta di iniziative come queste, che evidenziano come il nostro stato sociale sia ormai statico e inadeguato, assicuratori e consumatori che fanno parte del Forum ANIA-Consumatori hanno individuato delle proposte condivise che mirano a promuovere trasparenza, equità, efficienza e affidabilità del sistema italiano di welfare, nonché a stimolare una maggiore attenzione dell’opinione pubblica verso la prevenzione dei rischi legati alla salute e alla non autosufficienza in tarda età.
Da tali proposte si evince che assicuratori e consumatori auspicano la realizzazione di un sistema misto pubblico/privato, che offra le migliori condizioni possibili ai cittadini per integrare il welfare statale con i servizi privati, attraverso strumenti come la previdenza complementare, le mutue o le polizze (infortuni e malattia)
 

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