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Sci

Sicurezza sci: non solo casco

Oltre ai caschi, ormai indossati da quasi tutti gli sciatori, si sta sempre più diffondendo sulle piste l’utilizzo di altri accessori di sicurezza, come paraschiena e airbag. Ma servono davvero a proteggerci in caso di caduta? E nel caso quale scegliere?

05/02/2019, Autore: Marcello Andreetti

All’apertura di ogni nuova stagione sciistica si riaccende inesorabile il dibattito sulle problematiche relative alla sicurezza in pista.
Archiviata da anni la questione casco, considerato che ormai quasi tutti gli sciatori lo indossano, si discute ultimamente sull’opportunità di utilizzare o meno un altro dispositivo di protezione, nella fattispecie il paraschiena, che dovrebbe evitarci gravi conseguenze in caso di caduta.

A monte di tutto ciò vale una considerazione generale e di buon senso: per quanto i nostri accessori di sicurezza siano validi, sempre meglio non saggiarne la resistenza con una caduta rovinosa. Tuttavia meglio averli. Ci fanno sentire più sicuri e ci permettono di sciare con maggiore serenità.
Identico discorso vale per l’assicurazione sci: nessuno è ansioso di usufruire delle sue coperture, ma la tutela di una buona polizza ci aiuta a godere fino in fondo, senza preoccupazioni, di tutto il divertimento offerto da uno degli sport più belli del mondo.

La polizza sci Helvetia Easy Ski, ad esempio, è una garanzia per tutta la famiglia, mettendoci al riparo dalle conseguenze degli imprevisti che possono talvolta succedere sulla neve. Offre infatti assistenza in qualunque pista d’Europa e copre le spese di cura per infortunio, oltre al soccorso in elicottero o toboga e alla responsabilità civile e tutela legale.
La possibilità di acquistare Helvetia Easy Ski direttamente on-line quando ci serve, anche all’ultimo momento, e persino per un solo giorno, rende questa assicurazione particolarmente “agile” e versatile.

 

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Proteggi la tua schiena

Facendo un passo indietro, cos’è di preciso e come funziona il paraschiena a cui si accennava sopra?
Si tratta in sostanza di una specie di guscio in materiale plastico di derivazione motociclistica, da applicare alla schiena sotto giacca a vento e pile, ovvero appena sopra il “primo strato”, tramite bretelle o indossabile come un gilet, in grado di assorbire eventuali urti violenti.
Ne esistono molti modelli, ma un prodotto affidabile e sicuro deve innanzitutto essere omologato CE, e per questo meglio controllare l’etichetta interna; inoltre perché sia veramente efficace e proteggere adeguatamente, è necessario che sia della giusta taglia e aderisca perfettamente al corpo. Solo così riesce a svolgere perfettamente la sua funzione, distribuendo la forza dell’impatto e riducendo di conseguenza il trauma. L’omologazione dei paraschiena è divisa infine in 2 livelli, in base a un parametro chiamato forza residua e misurato in Kilonewton (kN), in altre parole la capacità di assorbimento dell’urto.
I prodotti di livello 2 sono quelli che offrono la maggiore protezione, con una forza media residua inferiore a 9 kn e con picchi non superiori ai 12 Kn.
Nel campo dei dispositivi di protezione si stanno comunque facendo passi da gigante, tanto che oggi sono disponibili anche dei paraschiena simili ad airbag, anche in questo caso nati per impiego motociclistico; grazie a un algoritmo intelligente riconoscono la dinamica di caduta e si attivano elettronicamente gonfiandosi in pochi millisecondi, proteggendo efficacemente colonna vertebrale e cassa toracica.

Un'ultima doverosa raccomandazione per chiudere: ricordiamo sempre che in ogni caso la migliore forma di prevenzione degli infortuni consiste nel rispetto delle regole di comportamento in pista e nell’umiltà di riconoscere i propri limiti e non superarli mai.

 

Leggi anche: Le 12 regole per la sicurezza in pista


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