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  • Bollicine di storia: alla scoperta della regione francese dello Champagne

    17.03.2022 | Redazione interna | Photo by Hesam Wide Shot on Adobe Stock
    La primavera è sinonimo di rinascita, di verde, di sapori nuovi. Come un sole più lucente che si affaccia all’orizzonte, anche la vita, in questo periodo, presuppone nuovi stimoli. E quale stimolo migliore di un bel viaggio? Magari dopo mesi cupi come quelli di questo inverno 2021-2022?
viaggio champagne francia

Bollicine di storia: alla scoperta della regione francese dello Champagne

17.03.2022 | Redazione interna | Photo by Hesam Wide Shot on Adobe Stock
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La primavera è sinonimo di rinascita, di verde, di sapori nuovi. Come un sole più lucente che si affaccia all’orizzonte, anche la vita, in questo periodo, presuppone nuovi stimoli. E quale stimolo migliore di un bel viaggio? Magari dopo mesi cupi come quelli di questo inverno 2021-2022?
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La prefazione, per certi versi poetica, non è di certo un caso. Oggi vogliamo addentrarci in una delle terre più romantiche per eccellenza, sinonimo di amore, quindi, ma anche di raffinatezza ed effervescenza. Stimolante, per chiudere il cerchio.
Andiamo in Francia, tra le colline settentrionali della regione dello Champagne: il vino della festa, del lusso e della bellezza

Una cartolina di paesaggi primaverili, lontani dai fasti – temporali, non geografici – della vendemmia, ma che trovano proprio in questa stagione delle sfaccettature uniche. Dalle città poco mainstream, emblema di lavoro, storia e cultura, ai parchi, alle foreste e a tutto ciò che fa rima con fioritura, calma e slow tourism. Magari accompagnato da un buon bicchiere di Champagne...

Champagne-Ardenne e quella Parigi distante (anzi, vicina) anni luce

La Champagne-Ardenne è l’identità “politica” delle tanto amate bollicine. Va detto che questo territorio dal 2016 è confluito, insieme ad altri, nella regione Grande Est, il cuore della Francia nord-orientale. Ma la sostanza non cambia. Qui si coltiva vino, sì, ma anche la natura (e lo scopriremo più avanti).
Parigi, la capitale, la metropoli, è lì a un centinaio di chilometri. Ma, come tutte le grandi città, sembra quasi non poter coesistere in prossimità di radure, dune di vitigni, fiumi, laghetti e, perché no, borghi antichi. E invece è così.

Sebbene poi l’atmosfera che si respira sembri quasi la medesima, soprattutto a primavera. Per arrivare a scoprire lo Champagne il viaggio sicuramente parte dalla città parigina, il nostro scalo obbligato. Ma fa parte della gita - perché questa è la sensazione una volta arrivati in città - guardare fuori dal finestrino del treno, oppure dell’autobus, o ancora dell’automobile, se si sceglie di noleggiarla, lungo l’A4 francese (l’autostrada che collega Parigi a Strasburgo). Case sempre più basse all’orizzonte, pianure che lasciano man mano spazio a colline e così via.

Verso Reims, la storia dello Champagne

La destinazione iniziale è Reims, una delle città più importanti e famose della zona. Non a caso la sua posizione è da sempre centrale nella storia francese, dai mercanti fino alla venuta di Luigi XIV, il celebre Re Sole. Fu sotto il suo regno che lo Champagne divenne lo Champagne; da vino di corte a emblema delle bollicine, che segnò, agli albori del ‘700, uno scacco matto a tutto ciò che prima era chiamato enologia. E questo non solo grazie all’effervescenza inedita ma al sapore che queste terre fertili riuscivano – e riescono ancora oggi – a dare al prodotto in bicchiere.

Quindi, prima cosa da fare a Reims? Brindare alla città e alla storia... con lo Champagne, ovviamente.

Nello Champagne c’è il sapore di un sostrato unico, lavorato nei secoli da un clima continentale ma non aggressivo. Le viti, colorate di verde acceso in primavera inoltrata, godono di un terreno in grado di assorbire il calore diurno – e di sole ce n’è tanto – prontamente restituito verso l’alto durante la notte. L’ideale per creare l’ecosistema perfetto.

Una visita in città, tra strade, vigneti e... siti UNESCO

Un’autentica storia d’amore, che si rispecchia anche nell’atmosfera che si respira in città. A cominciare dall’arte, con alcuni dei siti UNESCO più importanti in assoluto: la Cattedrale metropolitana di Notre-Dame, sede vescovile, emblema genuino dello stile gotico e luogo indiscusso delle incoronazioni dei grandi re di Francia (per quasi un millennio); il Palazzo Tau, adiacente a Notre-Dame, oggi museo e sede di uno dei tesori storico-religiosi più importanti di tutta la nazione; senza dimenticare l’Abbazia di Saint-Remi, imponente, con la sua navata lunga 126 metri, ma al tempo stesso intima e accogliente, degno crogiuolo di arte romanica.

Fa sicuramente parte della visita alla città la scoperta delle cantine dello Champagne, alcune intatte come un tempo; non sarà difficile prenotare qualche tour enogastronomico nelle caratteristiche grotte di gesso, dove ancora oggi si conservano le migliori bottiglie. Per il cibo, invece, il pezzo forte del repertorio è tutto ciò che riguarda il pesce, senza dimenticare ovviamente i formaggi e gli altri piatti tipici della tradizione transalpina. Reims è anche un ottimo luogo per provare i macarons, di tutti i gusti.

Sulla strada verso Epernay, magari in bicicletta

Ma, come tutti i grandi itinerari di “turismo lento” che si rispettino, impossibile non prevedere un percorso a piedi o in bicicletta. Ecco allora che sul nostro cammino verso sud, tra Reims ed Epernay, troviamo pane per i denti: il Parco naturale regionale della montagna di Reims. Contrariamente a quanto possa dire il nome, non sono previste cime, scalate e affini (il punto più alto sfiora i 300 metri). Le “discese ardite e le risalite" - cantava Battisti – sono tutt’altro che impossibili, anche per semplici turisti di passaggio.

Anzi è proprio qui che si trovano le dolci colline di cui abbiamo tanto parlato, dove batte il cuore dello Champagne. Le qualità Pinot nero, Pinot meunier e Grand crus vengono coltivate maggiormente proprio su questo lembo di terra. 50 mila ettari per l’esattezza. In bici è possibile scegliere se visitare o meno ogni singolo villaggio, piccoli agglomerati dediti al relax a tutti gli effetti. E poi c’è il tanto amato verde, che ritorna sempre più chiaro e limpido, nel caso dei vigneti, o più intenso e misterioso, come nei pressi dell’intrigante foresta di Verzy.

Non poteva esserci sipario perfetto per il nostro viaggio se non con la città di Epernay, che più che a una città assomiglia a un borgo. 25 mila abitanti e tanta voglia di far conoscere lo Champagne nella sua vera essenza, a cominciare, anche qui, dalle caratteristiche cantine. E poi prestigiose ville di campagna, abitazioni borghesi abbellite da giardini ornamentali e ancora viti. Una meta perfetta per non tornare mai più a casa.

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