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Previdenza complementare

Previdenza obbligatoria, complementare e prestazioni non pensionistiche: un po' di chiarezza

Cosa differenzia la previdenza obbligatoria da quella complementare e dalle prestazioni non pensionistiche?

12/05/2021

Previdenza obbligatoria cos'è?

La previdenza obbligatoria corrisponde al sistema pubblico di previdenza, ovvero al modo in cui lo Stato italiano garantisce il mantenimento del benessere dei cittadini una volta che questi ultimi hanno raggiunto l'età del pensionamento. Attraverso la previdenza obbligatoria, quindi, lo Stato intende garantire a tutti i cittadini che hanno raggiunto l'età pensionabile un tenore di vita minimo a prescindere da quale sia stato il lavoro svolto nella vita.

Le prestazioni previdenziali previste dallo Stato si dividono in prestazioni pensionistiche e non pensionistiche.
Le prestazioni:

  • pensionistiche: sono quelle le cui rendite sono riconosciute a un lavoratore nel momento in cui raggiunge l'età pensionabile, ovvero l'anzianità anagrafica e contributiva;
  • non pensionistiche: sono prestazioni temporanee riconosciute ai lavoratori durante l'età lavorativa nel caso in cui si verifichino eventi che rendono impossibile proseguire l'attività, come ad esempio, una malattia o la gravidanza.

Come verificare la propria posizione previdenziale?

Verificare la propria posizione contributiva è molto importante: in questo modo ci si può accertare che i contributi versati corrispondano al periodo di lavoro svolto. Dal valore dei contributi dipende l'importo della pensione e quando si potrà usufruire della previdenza obbligatoria.
Per verificare la propria posizione basta raggiungere il sito dell'ente erogatore, accedere con le proprie credenziali e accertarsi del valore dei contributi versati, la tipologia dei contributi, la quantità dei contributi e l'azienda che li ha erogati.

Come funziona la previdenza obbligatoria?

La previdenza obbligatoria si fonda sulla riforma del sistema pensionistico del 2011, meglio conosciuta come Legge Fornero.
La principale novità introdotta dalla riforma è l'estensione del calcolo contributivo a tutti i lavoratori: oggi il calcolo dell'ammontare della pensione viene stabilito in base ai contributi versati. Maggiore è quindi l'importo versato, maggiore sarà il reddito della pensione. Oltre ai contributi versati, nel calcolo della pensione ha peso anche l'età: più elevata è l'età del lavoratore maggiore sarà anche l'importo della pensione.

A determinare il calcolo della pensione, quindi, sarà:

  • il valore dei contributi versati;
  • l'età di pensionamento;
  • il PIL del Paese.

Previdenza complementare cos'è e come funziona

La previdenza complementare, conosciuta anche come previdenza integrativa, non va a sostituire la previdenza obbligatoria ma si integra ad essa. L'obiettivo di questa tipologia di previdenza è quello di integrare con una ulteriore somma di denaro le prestazioni pensionistiche obbligatorie al momento dell'età pensionabile di un lavoratore. La pensione complementare può essere richiesta non solo da tutti i lavoratori, ma anche dai cittadini non impiegati. Nello specifico possono aderire a un sistema pensionistico integrativo:

  • i lavoratori dipendenti, pubblici o privati;
  • i liberi professionisti;
  • i lavoratori autonomi;
  • i disoccupati;
  • gli inoccupati;
  • i soggetti a carico (dal punto di vista fiscale).

Come funziona la previdenza complementare

La pensione complementare si fonda su un meccanismo definito a capitalizzazione. Il capitale versato da chi intende sottoscrivere una pensione complementare è investito in obbligazioni, titoli di Stato, azioni, Fondi Interni o gestione separate tramite un gestore specializzato. Le rendite della sua pensione, quindi, variano a seconda dell'andamento del mercato e soprattutto delle scelte compiute da chi gestisce gli investimenti e possono essere in tutto o in parte anche garantite.

I lavoratori possono scegliere tra le diverse formule di previdenza integrativa.
Alcune categorie di lavoratori, ad esempio, possono optare per i cosiddetti fondi chiusi, ovvero previdenze destinate a coloro che appartengono a uno specifico settore di lavoro.
Un'altra tipologia di fondi è quella definita fondi aperti, cioè quelli destinati a tutti i lavoratori, inclusi anche i familiari e i disoccupati. Essi sono offerti da istituti di credito, finanziarie e assicurazioni e prevedono la possibilità di sottoscrizioni individuali o collettive.
A questa tipologia di fondo pensionistico sono accostati i Piani Individuali Pensionistici, ovvero delle polizze assicurative che hanno le medesime finalità di una pensione, offerte da imprese di assicurazione e destinate alla sottoscrizione individuale.
Ai Fondi pensione ed ai PIP è anche possibile destinare il proprio TFR, ma si ricorda che tale scelta, una volta effettuata, non è più modificabile.

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Previdenza obbligatoria e complementare quali differenze

Previdenza obbligatoria e complementare, come è evidente, presentano sostanziali differenze:

  • la previdenza obbligatoria non può essere evitata dal lavoratore, mentre la previdenza integrativa viene scelta dal lavoratore ed è quindi volontaria;
  • la previdenza obbligatoria è un sistema a ripartizione, mentre la previdenza integrativa e è un sistema a capitalizzazione individuale;
  • la previdenza obbligatoria è a gestione statale, la previdenza integrativa è a gestione privata;
  • la previdenza complementare è definita anche a contribuzione definita, in quanto il lavoratore o il sottoscrittore conosce l'importo da versare, che è stabilito da contratto.

Per saperne di più
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