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Previdenza complementare

Riscatto fondi pensione: i casi in cui è possibile riavere indietro i soldi

Un salvadanaio per rendere più ricca la pensione futura, ma non solo. L’adesione ad un piano di previdenza complementare oggi diventata sempre più prassi comune. Oltre a garantire una sorta di “seconda pensione” ad integrazione di quella pubblica, rappresenta un tesoretto a cui è possibile attingere in taluni circostanze.

12/10/2021

Oltre alla naturale scadenza, fissata nel momento in cui si accede alla pensione, la legge prevede un riscatto parziale o totale del capitale accumulato negli anni. Vediamo nel dettaglio tutti i casi.

Quando posso chiedere un anticipo parziale del PIP


Come abbiamo detto, chiunque abbia sottoscritto un Piano individuale pensionistico (PIP) può, in situazioni particolari, richiedere prima del pensionamento una parte del patrimonio accumulato.
Una sorta di anticipo, dunque, sulle somme maturate che, secondo la legge italiana, può essere richiesta per:

  • spese sanitarie a seguito di gravi situazioni di salute debitamente certificate dalla struttura ASL competente, proprie o dei propri familiari. In questo caso è possibile ritirare fino al 75% di quanto maturato;
  • acquisto o di ristrutturazione della prima casa. Dopo 8 anni di investimento si può richiedere l’anticipo del 75% del capitale maturato;
  • ulteriori esigenze, senza necessità di giustificarle. Anche in questo caso, come per il precedente, dopo 8 anni di iscrizione è possibile richiedere fino al 30% del capitale maturato.

È in generale possibile richiedere più di un anticipo, ma la somma totale degli importi anticipati non può comunque superare il 75% della posizione complessiva dell’aderente.

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…e quando posso chiedere un riscatto totale

Oltre alle anticipazioni per i motivi indicati, è possibile inoltre richiedere un riscatto totale del capitale fino a quel momento maturato in caso di:

  • morte del lavoratore, prima che abbia maturato il diritto alla pensione, in favore degli eredi;
  • invalidità permanente grave che riduca le capacità lavorative.
  • prolungato periodo di disoccupazione, superiore a 48 mesi.

Sul fronte fiscale, nei casi di riscatto totale e nel caso di anticipo per motivi di salute, la tassazione è del 15% con la possibilità di ridurla al 9% dopo 35 anni di investimento. In tutti gli altri casi la tassazione è pari al 23%.

Riscatto fondo pensione per inoccupazione, come procedere

In presenza di un mercato del lavoro, come quello in cui ci troviamo, in cui la precarietà la fa da padrone, sapere di poter contare su un capitale in caso di perdita del posto del lavoro rende la vita più tranquilla. Come abbiamo anticipato, il riscatto per prolungato periodo di inoccupazione è uno dei casi in cui è possibile beneficiare del capitale accumulato con il Piano individuale pensionistico.

Come procedere?
Per chi svolgeva un’attività lavorativa da dipendente, la richiesta di riscatto è possibile solo se al momento della domanda il soggetto in questione non ha iniziato una nuova attività lavorativa (dipendente o autonoma con partita Iva).
Si dovrà pertanto dimostrare di essere inoccupato, presentando una certificazione del Centro per l'impiego.

Il lavoratore autonomo dovrà invece presentare l’attestazione della chiusura della Partita Iva e la certificazione del Centro per l’impiego o la dichiarazione sostitutiva attestante lo stato di inoccupazione al momento della domanda di riscatto.


Per saperne di più
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