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Casa

Il tuo impianto elettrico è a norma?

Molti incidenti domestici avvengono per cause elettriche, più frequenti nelle abitazioni con impianti non a norma. Vale la pena rischiare?

11/11/2020, Autore: Marcello Andreetti

Un impianto elettrico non a norma, oltre a consumare di più, può rappresentare un rischio per la sicurezza in casa.
In Italia, secondo i dati Censis, dei 4 milioni di incidenti domestici che si verificano ogni anno, 241.000 sarebbero infatti originati da cause elettriche, in molti casi con conseguenze sulle persone.
In generale, gli incidenti elettrici sono più frequenti e più gravi in presenza di impianti non a norma (circa 8 milioni), e 1 volta su 10 provocano un incendio.
Numeri su cui riflettere e che dovrebbero metterti in guardia. Con l’elettricità non si scherza: meglio dunque non sottovalutare l’aspetto prevenzione e mettere in regola l’impianto di casa appena possibile.

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Impianti elettrici: cosa dice la legge?

Nel 1990, con la legge n° 46, sono state introdotte in Italia una serie di norme su progettazione, installazione e certificazione degli impianti elettrici, ad esempio con l’obbligo di dotazioni minime di sicurezza e relativa dichiarazione di conformità.
Nel 2008 il Decreto n° 37 ha poi apportato alcune modifiche alla legge, ma oggi il riferimento in tema di impianti elettrici civili è in ogni caso la normativa europea CEI 64-8 e le sue successive integrazioni.
Questa norma ha introdotto, tra le altre cose, la novità dei livelli minimi delle dotazioni, con una classificazione in base alle caratteristiche, alle prestazioni e al livello tecnologico dell’impianto.
L’utente può così scegliere tra 3 tipi di impianto elettrico quello più adatto in termini di “performance” alle proprie esigenze.

  • Livello 1
    Rientrano in questo livello gli impianti base, con dotazioni essenziali che garantiscono comunque sicurezza ed efficienza. 
  • Livello 2
    Livello standard, con dotazioni e servizi ausiliari, quali ad esempio controllo dei carichi e dei consumi, videocitofoni e sistemi di sicurezza anti-intrusione.
  • Livello 3
    Livello domotico, con integrazioni e funzionalità tecnologiche avanzate come gestione remota di luci e temperatura, diffusione audio, rilevazione gas e fumo, ecc.

Quando l’impianto è a norma? Le 5 cose da verificare

Tutti gli impianti elettrici di nuova realizzazione devono essere a norma e rispettare le disposizioni CEI 64-8, mentre per gli impianti preesistenti la questione è più complicata, e se risultano conformi alle normative dell’anno in cui sono stati realizzati, o comunque dispongono di salvavita e prese di sicurezza, non è detto che sia obbligatorio adeguarli.
Tuttavia, come detto, obblighi di legge a parte, bisogna riflettere sul fatto che un impianto non a norma può rappresentare un rischio molto serio per l’incolumità delle persone e per la sicurezza dell’abitazione.
Per verificare in autonomia se il tuo impianto è a norma devi controllare queste 5 caratteristiche:

  1. Deve essere di potenza adeguata alla superficie dell’abitazione, e realizzato da professionisti iscritti all’albo che hanno rilasciato il certificato di conformità.
  2. Deve essere dotato di un interruttore generale, della messa a terra e di un dispositivo salvavita e di protezione dai sovraccarichi.
  3. L’alimentazione dei grandi elettrodomestici deve essere differenziata rispetto a quella dei punti luce e delle prese.
  4. I cavi devono essere sistemati in modo sicuro, nelle apposite canaline e in ogni caso mai a vista.
  5. Le prese elettriche devono essere fissate al muro in modo stabile e adeguate al carico dei dispositivi che vi si dovranno collegare.
Inoltre l’impianto elettrico si usura con il tempo, e sarebbe perciò necessario far effettuare una revisione periodica (in genere ogni 5 anni, ma dipende dal tipo di impianto) da tecnici qualificati che ne controllino lo stato di efficienza.
Tieni comunque presente che la materia in questione è in generale piuttosto complessa, e per ogni dubbio sul da farsi è sempre meglio rivolgersi a un professionista competente.

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