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Il conto economico è uno degli strumenti più importanti della gestione imprenditoriale. Fa luce sull’andamento della vostra attività, rende visibili per tempo i cambiamenti finanziari e fornisce un valido ausilio per prendere decisioni fondate. Il conto economico costituisce quindi non solo un obbligo di legge per molte imprese ma anche uno strumento prezioso per una contabilità precisa e accurata.
Il conto economico mette a confronto gli oneri (costi) e i ricavi (fatturato) e calcola così l’utile o la perdita di un’impresa entro un determinato periodo di tempo.
Insieme al bilancio e all’allegato, costituisce il conto annuale di un’impresa. Con il conto economico si determina se un’impresa ha generato un utile o una perdita nell’arco di un determinato periodo di attività (solitamente un anno, spesso vengono calcolati anche i valori del trimestre e del semestre). A questo scopo, gli oneri vengono messi a confronto con i ricavi. Sono considerati oneri, tra l’altro, i beni e i servizi acquistati, i salari e le spese di gestione. Dei ricavi più importanti fanno parte le entrate derivanti dalla vendita di beni e servizi ma ad esempio anche i redditi locativi. Se la differenza tra ricavi e oneri (saldo) è positiva, il risultato sarà un utile mentre, se è negativa, il risultato sarà una perdita.
💡 Buono a sapersi
Il conto economico indica quindi sempre il risultato dell’attività imprenditoriale, che può essere un utile (risultato positivo) oppure una perdita (risultato negativo).
Può sembrare strano che in caso di risultato positivo, l’utile si trovi dalla parte degli oneri (e in caso di risultato negativo la perdita si trovi dalla parte dei ricavi). Il motivo è semplice: in questa forma di presentazione alla fine dei conti da entrambe le parti, ovvero negli oneri e nei ricavi, deve esserci lo stesso risultato. Entrambe le parti devono essere infatti bilanciate, in equilibrio tra loro. Il termine bilancio deriva dal latino “bilanx”, bilancia a due piatti, e indica infatti la necessità di contrappesare.
Il conto economico mostra lo sviluppo finanziario in un determinato periodo di tempo, il bilancio mostra la situazione finanziaria in un determinato momento.
Il conto economico consente di capire se in un determinato periodo contabile avete ottenuto un utile oppure una perdita. Se il ricavo è maggiore degli oneri, potete contabilizzare un utile mentre, nel caso contrario, dovrete registrare una perdita. Per questo motivo, quello che in Svizzera viene chiamato comunemente conto economico, in Germania si chiama conto profitti e perdite. Il bilancio comprende invece tutte le componenti patrimoniali di un’impresa e viene redatto a una data fissa, la data di riferimento del bilancio, ovvero alla chiusura annuale oppure all’inizio dell’esercizio. Il bilancio mostra quindi la situazione patrimoniale attuale dell’impresa. Con la contabilità in partita doppia potete redigere il vostro conto economico e anche il bilancio.
Il conto economico è lo strumento di controlling più importante. Sulla base dei dati aziendali, esso vi consente di pianificare e controllare in modo mirato la vostra impresa e di gestirla complessivamente. Potete usare inoltre le informazioni del conto economico per determinare ad esempio le spese di produzione e i prezzi delle offerte. Il compito principale è quello di registrare in modo completo i costi e il fatturato della vostra offerta di prestazioni.
Il conto annuale, di cui fa parte il conto economico, è obbligatorio per quelle imprese che hanno l’obbligo di tenere una contabilità in partita doppia. Esso deve rappresentare «la situazione economica dell’impresa in modo tale da consentire ai terzi di farsene un’opinione attendibile», come previsto dall’articolo 958 del Codice delle obbligazioni svizzero (CO).
In Svizzera, sono le seguenti società ad avere l’obbligo di contabilità e presentazione dei conti secondo quanto definito dal Codice delle obbligazioni (art. 957 ss.):
Queste imprese devono allestire obbligatoriamente un conto economico. Per ditte individuali e società di persone con un fatturato inferiore a 500’000 franchi, le regole sono meno rigide. Per queste è sufficiente infatti una contabilità semplificata, che comprende solo le entrate, le uscite e la situazione patrimoniale. Tuttavia, è consigliabile allestire un conto economico anche quando la vostra impresa non è tenuta per legge a farlo, soprattutto se volete pianificare e gestire lo sviluppo della vostra impresa in modo consapevole.
Fondamentalmente viene fatta una distinzione tra conto economico a uno o più stadi. La variante a uno stadio fornisce una rapida panoramica sulla situazione finanziaria dell’impresa, sanza grandi dettagli. Il conto economico a più stadi vi consente invece di farvi un’idea più precisa della situazione finanziaria dell’impresa. Questo conto fa luce sulle cifre chiave di rilievo come profitto lordo, EBITDA (inglese per il margine lordo operativo, ovvero il profitto esclusi interessi, imposte, deprezzamenti e ammortamenti) e EBIT (inglese per profitto al lordo di interessi e imposte). Queste cifre chiave possono fornire indicazioni sulla stabilità, sulla redditività e sul risultato dell’impresa.
Il conto economico a uno stadio mette a confronto le entrate con le uscite. Il risultato è la performance aziendale, sotto forma di un utile d’impresa o di una perdita. Questo metodo consente di capire semplicemente come si sta sviluppando l’impresa, niente di più e niente di meno.
Il conto economico a due stadi è composto da due settori.
Se il risultato viene calcolato su tre livelli, ai due livelli del conto a due stadi si aggiunge il settore commerciale. Esso costituisce il primo livello, che contrappone i ricavi derivanti dalla vendita di merci e servizi agli oneri dovuti alla produzione e all’approvvigionamento di essi. Il risultato è l’utile lordo. Alla fine del settore aziendale viene indicato l’utile o la perdita d’esercizio. Se addizionate e sottraete tutte le posizioni, otterrete il risultato dell’impresa, nel nostro esempio l’utile d’impresa.
Chi è tenuto per legge a presentare un conto economico deve attenersi alle indicazioni del legislatore in merito ai requisiti minimi a livello di contenuti e di struttura del conto economico stesso. Questi requisiti minimi sono definiti e indicati in dettaglio nell’articolo 959b del CO. Per l’impostazione del conto economico avete fondamentalmente due opzioni.
È utile conoscere i principi della contabilità e saper interpretare una chiusura di bilancio. Sarebbe tuttavia sbagliato dare per scontato che neofondatrici e neofondatori di successo debbano avere conoscenze approfondite in tutti gli aspetti di finanza aziendale. Ci sono soprattutto due strumenti di ausilio che possono risparmiarvi molto lavoro in relazione al conto economico.