Anna* pregustava già il suo impiego a tempo determinato su un alpeggio. Le condizioni erano state discusse a voce e sancite da una stretta di mano, una procedura non insolita in questo settore. Piena di entusiasmo, Anna ha iniziato a lavorare. Ma alla gioia iniziale è seguita ben presto la disillusione: il datore di lavoro la trattava male, l’ambiente lavorativo era caratterizzato dalla mancanza di rispetto. Dopo due settimane in condizioni insostenibili, si è vista costretta a lasciare il lavoro per tutelare la sua integrità personale.
Il giorno del pagamento del salario, poi, è arrivata un’altra brutta sorpresa: il datore di lavoro si è rifiutato di corrisponderle lo stipendio per le due settimane di duro lavoro. La sua giustificazione? Non esiste alcun contratto scritto.
Credere che non esistano diritti senza un contratto scritto è un errore comune. Ma su questo la legge svizzera è chiara: un contratto di lavoro può essere concluso anche verbalmente o addirittura tacitamente non appena il datore di lavoro e il collaboratore si accordano sui punti essenziali, ossia prestazione lavorativa dietro compenso (art. 320 cpv. 1 CO).
Si ha diritto a ricevere un salario sulla base della prestazione offerta, non della firma su un documento. Nel caso in cui non viene concordata una somma salariale precisa, il lavoratore ha comunque diritto al «salario d’uso» per tali mansioni (art. 322 cpv. 1 CO).
Inoltre, il datore di lavoro ha un obbligo di tutela, che gli impone di tutelare l’integrità personale dei suoi collaboratori e garantire un ambiente di lavoro improntato al rispetto (art. 328 CO). Gravi violazioni di tale obbligo possono giustificare la rescissione immediata del contratto da parte del collaboratore.
Mossa dalla delusione, Anna S. si è rivolta alla sua assicurazione. Melissa Müller, giurista presso Coop Protezione giuridica, si é occupata del caso. Ha redatto per Anna una lettera al datore di lavoro in cui si quantificava con chiarezza la richiesta salariale e si faceva riferimento alla legislazione vigente. La rivendicazione, fondata su basi oggettive e giuridiche, ha dato i suoi frutti: il datore di lavoro ha accettato di corrispondere l’intero importo del salario arretrato.
Questo caso dimostra che le prestazioni fornite devono essere remunerate. Sebbene i contratti stipulati verbalmente siano validi, è sempre consigliabile mettere per iscritto i punti più importanti, tra cui le mansioni, gli orari di lavoro e il salario. Spesso è sufficiente una semplice e-mail per garantire chiarezza a entrambe le parti e prevenire conflitti futuri.
In collaborazione con Coop Protezione Giuridica, Helvetia offre un supporto a 360° per questioni giuridiche. L’assicurazione di protezione giuridica vi assicura una copertura in tutto il mondo, ad esempio in qualità di pedoni, ciclisti, passeggeri, partner contrattuali, consumatori, pazienti o utenti di Internet.