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  • Previdenza giusta anche con part-time o pause

    01.07.2026 | Martin Hügin
    Per molte persone l’equilibrio tra lavoro e vita privata è importante. Chi lavora a tempo parziale per questo o per altri motivi, oppure decide di prendersi una pausa più lunga, dovrebbe pensare per tempo alla propria previdenza.
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Previdenza giusta anche con part-time o pause

01.07.2026 | Martin Hügin
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Per molte persone l’equilibrio tra lavoro e vita privata è importante. Chi lavora a tempo parziale per questo o per altri motivi, oppure decide di prendersi una pausa più lunga, dovrebbe pensare per tempo alla propria previdenza.

Lavoro a tempo parziale e periodi di pausa

Avere più tempo per sé dopo gli studi, senza mettere il lavoro al centro di tutto, sembra allettante. Anche un periodo come au pair in Canada o in Nuova Zelanda, un lungo viaggio a Bali o nel Sud-Est asiatico, oppure un’esperienza di work and travel all’estero sono spesso nella lista dei desideri, soprattutto dei giovani. Ma l’equilibrio tra vita e lavoro non riguarda solo la Generazione Z: anche per molte altre persone ridurre l’orario di lavoro o concedersi una pausa è un tema rilevante. Con tutti questi progetti in mente, è essenziale non perdere di vista la propria previdenza e tenere conto di alcuni aspetti.

Non dimenticare l’assicurazione contro gli infortuni

Le lavoratrici e i lavoratori dipendenti che lavorano almeno otto ore settimanali presso la stessa azienda sono obbligatoriamente assicurati contro gli infortuni professionali e non professionali. Chi lavora meno o non lavora affatto, oppure va in pensione, deve includere la copertura degli infortuni nella propria cassa malati, per essere tutelato.

Tipp: Abredeversicherung abschliessen

Chi lascia il lavoro per prendersi una pausa è assicurato contro gli infortuni non professionali solo per 31 giorni. Se il periodo di congedo si protrae, conviene stipulare una cosiddetta assicurazione mediante convenzione. In questo modo è possibile prorogare la copertura assicurativa in caso di infortuni per un massimo di sei mesi. Di solito è possibile rivolgersi all’assicurazione contro gli infortuni del proprio datore di lavoro precedente o alla SUVA

Prevenire le lacune contributive AVS

Chiunque risieda o svolga un’attività lucrativa in Svizzera è assicurato presso l’AVS. L’obbligo contributivo inizia a 18 anni per chi lavora (a 20 anni per chi non esercita un’attività lucrativa) e cessa al compimento dei 65 anni. Per evitare una riduzione della rendita in futuro, è fondamentale versare i contributi senza interruzioni. Questo vale anche durante un periodo di pausa o di inattività. Anche chi ha un reddito modesto o le coppie coniugate con un unico reddito devono tenerne conto. Nel 2026 il contributo minimo AVS sarà pari a 530 franchi.

Un consiglio: riscattare per tempo gli anni contributivi mancanti

Un consiglio: riscattare per tempo gli anni contributivi mancanti Per evitare lacune contributive, gli anni di contribuzione mancanti possono essere compensati con effetto retroattivo entro un massimo di cinque anni. Le casse di compensazione AVS competenti sono a disposizione per fornire l’assistenza necessaria. Per ulteriori informazioni, visitate il sito web del Centro d’informazione AVS/AI. 

Tenere sempre presente il proprio avere della cassa pensioni 

Le lavoratrici e i lavoratori dipendenti con un reddito soggetto all’AVS, nell’ambito della previdenza professionale (2°pilastro), sono assicurati obbligatoriamente presso la cassa pensioni del datore di lavoro. Chi inizia un nuovo impiego entro un mese può far trasferire la prestazione d’uscita direttamente alla cassa pensioni del nuovo datore di lavoro. Se invece il periodo di pausa si protrae, l’avere deve essere depositato, ad esempio, su un conto di libero passaggio. Un pagamento diretto non è consentito per legge. 

Un consiglio: trasferire l’avere di libero passaggio alla nuova cassa pensione

Quando si riprende a lavorare, è importante ricordarsi di trasferire l’avere del conto di libero passaggio alla cassa pensioni del nuovo datore di lavoro, dato che influesce positivamente sulla propria previdenza. A partire dai 55 anni, può essere inoltre vantaggioso effettuare acquisti facoltativi nella propria cassa pensioni: nel caso ideale in base a una pianificazione previdenziale personalizzata. 

Pilastro 3a: previdenza personalizzat

Le persone con attività lucrativa con un reddito soggetto all’AVS possono versare ogni anno un contributo massimo nella previdenza vincolata (pilastro 3a) e dedurlo dalle imposte. Chi, ad esempio, pianifica un periodo di pausa dall’autunno di un anno alla primavera dell’anno successivo e percepisce comunque un reddito soggetto all’AVS in ciascuno dei due anni può avvalersi del pilastro 3a in entrambi gli anni. 

Un consiglio: riscatto retroattivo nel pilastro 3a

Chi non ha versato un anno di contributi nel pilastro 3a o non è riuscito a versare l’intero importo può, a determinate condizioni, colmare retroattivamente queste lacune, sorte a partire dal 2025, per un periodo massimo di 10 anni. 

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